Cappellacci al nero di seppia

Se pensi al mare pensi all’azzurro e a sabbie dorate, ma il mare dopotutto è uno specchio e per colorarlo basta tingersi la faccia, così non vedo l’azzurro se penso alle onde. Penso al profondo, a trine di corallo, a deserti bui, dove il nero si spinge nel freddo e il sale increspa le labbra alla luna.

CAPPELLACCI AL NERO DI SEPPIA (per due persone):

Per la pasta:

  • 200 g di farina di semola di grano duro rimacinata
  • 2 uova
  • 1 bustina di nero di seppia

Per il ripieno:

  • 250 g ricotta
  • 50 g salmone affumicato

Per il condimento

  • burro
  • porro
  • uova di lompo
  • buccia di bergamotto grattugiata

Pasta al Sacco o Pasta Reale

Penso spesso a una casa, che non è altro che muri, porte, finestre e un tetto, ma quando ci penso sento l’odore del legno e la luce farsi strada fra le stanze.

Penso alle tende che ho alzato da bambina su cuscini e libri, dove tenere il mio cuore al caldo e al sicuro e penso alle piccole scatole di cartone che con nostro zio decoravamo a Natale perché fossero case, case e ancora case, rifugio per i pastori nel nostro Presepe.

Penso agli scuri impazziti nel vento, dimenticati aperti, che sbattono e sbattono come ali in volo per chissà dove.

I vetri di casa nostra sono sottili, la condensa cade come pioggia e lo spazio è un gioco di incastri e sovrapposizioni. È come avere i piedi che sporgono fuori dalla coperta. Adesso stiamo vicini, rannicchiati e non c’è nulla di più bello che sedersi a tavola in questa piccola stanza, e mentre fuori la pioggia si infiltra fra tutti i rumori, penso a una casa, a un petto capace di tenersi dentro due cuori.

PASTA AL SACCO

Ricetta per due persone:

  • 2 uova
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 2 cucchiai di farina
  • 20 g di burro
  • noce moscata
  • buccia di limone non trattato

Procedimento:

La Pasta al sacco, o Pasta reale, richiede due cotture: la prima al forno e la seconda nel brodo prima di essere servita.
Se volete potete aggiungere una punta di concentrato di pomodoro per colorare la pasta di rosso o degli spinaci per colorarla di verde. Il brodo può essere di carne o di verdure, a seconda dei gusti. Io ho usato il brodo di cappone avanzato dal pranzo di Natale ad esempio.


Per realizzare la Pasta al sacco, mescolate gli ingredienti e poneteli su una teglia rettangolare (per due persone ne basterà una piccola) creando uno strato di circa 1 cm. Infornate per una ventina di minuti a 180°C.

Pasta al sacco appena tagliata

Lasciate freddare, poi tagliate la pasta a dadini.

Cuocete pochi minuti la vostra Pasta al Sacco nel brodo che avrete precedentemente preparato e servite ben calda.
Per ogni persona dovreste considerare almeno un uovo a testa.

Come ogni ricetta tradizionale, ogni casa ha i suoi dosaggi e qualcuno omette il burro. Quella riportata è la ricetta che si usa di solito a casa di mia mamma. Il profumo di formaggio e noce moscata inonda casa ogni volta ed è il piatto invernale per eccellenza nelle Marche!
E voi? Come la fate a casa vostra? 😉

Pan dell’Orso

Qualche volta mancano le parole, altre volte mancano i profumi.
Se chiudo gli occhi sento il brodo di cappone che cuoce piano nell’altra stanza. Sento il pane fresco, col suo inconfondibile caldo profumo, e poi la vaniglia e il burro del panettone. Sento i frutti di bosco nella tisana e il mandarino sulle punte delle dita.
Tagliando il Pan dell’Orso sento la buccia dell’arancia grattattata nell’impasto, appena appena, accanto al cioccolato che gli fa da glassa e le mandorle…che profumo incantevole le mandorle! Delicato eppure così evocativo, il Pan dell’orso è un caro ricordo di un breve viaggio a Scanno, in Abruzzo, dove a fine estate ci eravamo trovati sotto alla pioggia, in un freddo inaspettato. Sorpresi dalla nebbia, senza sciarpe in cui stringergi, abbiamo trovato rifugio in un bar dove abbiamo scoperto per la prima volta il Pan dell’orso, perfetto da accompagnare con una tisana calda! Da quel giorno mi sono ripromessa che avrei tentato di rifarlo a Natale per ricordarmi di quello strano pomeriggio di fine estate dove, per un istante, l’inverno ci aveva sorpresi. Tra una cosa e l’altra sono passati gli anni e il Pan dell’Orso era rimasto solo un ricordo, senza che provassi mai a rifarlo. Ieri però, mentre sorseggiavo una tisana calda, mi sono resa conto di sentire nuovamente alcuni profumi e sentendoli d’improvviso ho ricordato quel pomeriggio a Scanno.
Ho perso l’olfatto per parecchio tempo a causa del Covid e solo da un paio di mesi sto recuperando diversi odori. Ci vorrà un po’ di tempo per tornare a sentire tutto (e questo è il motivo per cui per mesi non ho scritto nulla) e forse qualcosa non tornerà, ma sono grata di aver ritrovato questi profumi in tempo per Natale, per rievocare momenti speciali.

Ho trovato la ricetta qui, nel blog Essenzadivaniglia e se volete la ricetta tradizionale vi consiglio di seguire il link, oppure potete accontentarvi della mia variante improvvisata con quello che avevo in casa, perché purtroppo non avevo lo stampo giusto per ottenere l’effetto a cupola tradizionale e così ho rimediato con uno stampo da panettone, poi, avendo improvvisato, non avevo neppure la farina di farro e le mandorle amare e il burro. Il risultato è stato comunque un dolce soffice e profumato, perfetto da regalare perché si conserva per diversi giorni. Noi ci siamo persi nel suo aroma a colazione, con le tisane che ci ha regalato mia sorella e, finalmente, posso dire con gioia che casa mia profuma di Natale.

RICETTA PER IL PAN DELL’ORSO (ricetta NON tradizionale):

  • 6 uova
  • 150 g di mandorle
  • 90 g di farina 00
  • 90 g di fecola di patate
  • 160 ml di olio di semi di mais
  • 140 g di zucchero di canna
  • 50 g di miele millefiori
  • 1 arancia non trattata
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale

    Per la copertura
  • 150 g di cioccolato fondente al 70%
  • 20 g di burro

Procedimento

Prima di tutto ho tritato le mandorle con il mixer per ottenerne una farina, poi ho montato i tuorli con lo zucchero di canna e vi ho aggiunto le mandorle, la buccia d’arancia grattata, il miele, l’olio e farina, fecola e mezza bustina di lievito setacciate. A parte ho montato gli albumi con un pizzico di sale e li ho aggiunti al composto mescolando lentamente dall’alto verso il basso, stando ben attenta a non smontarli.
Una volta versato il tutto nello stampo ho infornato per circa un’ora nel forno preriscaldato ventilato a 170 °C.

Prima di glassare ho atteso che il dolce fosse completamente freddo, quindi, avendolo cotto di mattina, ho potuto ricoprirlo con il cioccolato sciolto a bagnomaria con il burro, solo alla sera, ma l’ideale sarebbe aspettare il giorno seguente.

Ovviamente la ricetta originale di Essenzadivaniglia è migliore e sicuramente la prossima volta cercherò di procurarmi per tempo tutto il necessario per rendere giustizia a questo meraviglioso dolce tradizionale abruzzese, ma se come me doveste ritorvarvi a dover improvvisare, posso garantire che il mio Pan dell’orso è veramente buonissimo 😉

Buon Natale a tutti 🙂

Insalata di mango

Ritorno a Fratte Rosa

Le lucciole, polvere di luna dispera sul grano, muovono l’aria e la campagna. Maggio fiorisce tra le scapole con le sue rose, così che quasi ti sembra di poterti alzare sopra i campi, fra le acacie bianche e le ginestre.
Il sole allunga così tanto i suoi raggi che la ruota del giorno sterra la notte e fra i semi e le spighe disperde le luci. O forse sono i miei occhi che hanno iridi più grandi e più chiare, pagliuzze infiammate che fanno luce sui colori di maggio ora che, dopo mesi, ritorno al mio paese, fra l’argilla e gli orizzonti celesti, da una parte aperti dal mare e dall’altra protetti dai monti, così accade che mi ritrovi a pensare a quanto la luce sia più lunga di qualsiasi giorno e più simile in petto, che alla pelle e al suo tocco, fra il sangue e il respiro, a un segno di pace.

Eccovi allora, da questo insieme incontenibile di emozioni che si porta il mio ritorno a Fratte Rosa dopo la quarantena, un contorno fresco e colorato, ricco di luce e contrasti, perfetto a mio avviso, per accompagnare una portata di pesce: un’insalata arricchita con il mango, un frutto esotico che ho scelto per la sua dolcezza e soprattutto per il suo bellissimo giallo acceso. Per realizzarla gli ingredienti sono :

  • pomodori da insalata
  • cipolla rossa di Tropea
  • mango
  • finocchio
  • erba cipollina
  • sale
  • olio d’oliva
  • aceto balsamico

Oltre a essere un contorno semplice e d’impatto per i suoi colori, questa insalata è anche ricca di proprietà, basti pensare agli antiossidanti presenti nella cipolla rossa di Tropea e alle vitamine contenute nel mango, un vero toccasana per la salute e per il gusto 😉

Riso corco o Polenta di Riso

Vi ricordate del mio articolo sulle Pastarelle con l’ammoniaca in cui vi ho raccontato del gattino di due settimane abbandonato? Ecco, il piccolo infame è cresciuto e siccome ci dispiaceva farlo stare da solo durante il giorno… a gennaio abbiamo accolto una nuova coinquilina: Mafalda, per gli amici Maffy.
Maffy, stando ai piani, doveva essere sterilizzata un mese fa, ma tra quarantena e altri impicci l’operazione non si è potuta fare e così ora, in questa casa di 60 metri quadri, siamo in sette.
Il fattaccio è avvenuto sabato pomeriggio e i piccolini sono identici spiccicati al padre (spero non per il temperamento di cui vi avevo raccontato qui ) e la mamma sta bene, decisamente orgogliosa del suo operato. Insomma, non ci siamo ancora sposati che già siamo diventati nonni, anche se, vista la scorta di caramelle Rossana che ho di là, la cosa non mi stupisce affatto.

Ad ogni modo, il parto è iniziato proprio quando stavamo allegramente svaccati sul divanto a goderci, da bravi marchigiani, la sazietà da Riso Corco che ci eravamo felicemente concessi, quindi, per festeggiare le tre nuove piccole pesti, vi racconto questo piatto marchigiano.

Riso corco per due persone:

  • 120 g di riso
  • 1 l di acqua
  • sale
  • 2 cucchiai di farina

La preparazione della Polenta di riso, o Riso corco, è veramente semplice. Basta mettere a cuocere il riso nell’acqua salata e, quando sarà arrivato a fine cottura aggiungergli la farina. Per evitare grumi io ho sciolto a parte la farina in una ciotola, con l’acqua di cottura, per poi versare la cremina nel riso. Girate con una frusta fino a quando la “polenta” non avrà tirato.

Essendo una preparazione di base potete usare il condimento che più vi piace. Io ho preparato un sugo rosso con funghi misti, ma non mi è dispiaciuta neanche in porchetta con fave e finocchietto selvativo (giusto per darvi un’idea), ma potete anche realizzare un gustoso ragù o un sugo con verdure di stagione.

L’unico limite a questo piatto è la vostra fantasia 😉

Per quanto riguarda la farina, per dargli un gusto più rustico e tradizionale io ho usato una farina di tipo 2, ma se si preferisse un piatto glute free è possibile tranquillamente utilizzare anche una farina di riso.

E voi? Avete mai provato questo piatto della tradizione marchigiana? Con quali condimenti preferite la vostra Polenta di Riso?

Zagara (biscotti al limone)

Una luce di taglio entra nella stanza, attraversa il vetro e proietta i batuffoli di pioppo sulla libreria e fra i pensieri. Il bianco è una danza silenziosa nell’aria, un ricamo di pizzo su maggio, un tulle leggero fra le rose sbocciate.

Avrò fiori trai capelli? Ci saranno poesie bianche fra le luci a rinfrescare la sera? Penso al mio matrimonio, il prossimo anno, e mi scopro a immaginare profumo di limone. Lo cerco nella stanza, ma non lo trovo, ho solo la luce calda che illumina ogni cosa e tanto mi basta: oggi zagare. Prendo la farina.

Ingredienti:

  • 1 uovo
  • scorza grattuggiata di un limone biologico
  • succo di un limone
  • 60 ml di olio di semi di mais
  • 80 g di zucchero
  • 50 g di fecola di patate
  • 200 g circa di farina OO
  • vanillina
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • marmellata per farcire (facoltativo)

Mescolate gli ingredienti lasciando per ultimo il cucchiaino di lievito per dolci. La consistenza dovrà essere quella di una sorta di frolla. Quando il panetto sarà ben omogeneo stendetelo sulla spianatoia aiutandovi con il mattarello e ricavate i vostri biscotti della forma e della dimensione che più vi piace.

Io, volendo realizzare dei fiori, ho ricavato dei dischetti di circa 6 cm e vi ho poi applicato un taglio per poterli arricciare su se stessi.

Così facendo ho ottenuto delle roselline da poter riempire con della marmellata (io ho usato della confettura di albicocche).

Le zagare vanno cotte in forno statico preriscaldato a circa 170°C per una quindicina di minuti. Lasciatele ben distanziate perché cresceranno durante la cottura 😉

Questi biscotti al limone sono perfetti da gustare al pomeriggio con una bella tazza di tè, oltretutto sono un’ottima alternativa per chi, per varie ragioni, non può usare il burro.

Come sempre sono curiosa, fatemi sapere se vi sono piaciute 😘

Calcione

Come ho già scritto in passato, adoro il profumo della menta e dell’erba tagliata. Mi sento in pace, tranquilla, perché per me è il profumo del fine settimana.
Il mio compagno è finalmente tornato a casa e come prima cosa ha tagliato l’erba in giardino e io, pur non potendo sentirne il profumo fresco penso che legherò sempre il suo ritorno alla menta che cresce in giardino. L’olfatto, stando al medico, non tornerà tanto presto, devo avere pazienza, quindi a me non resta che immaginare e immaginando certi profumi non ho potuto fare a meno di pensare ad un piatto che ho sempre amato molto, un piatto che mi ricorda la mia mamma, vera specialista nel prepararlo: il Calcione.

Il calcione è un antipasto perfetto a base di bieta, menta e ricotta e se sapete tirare la sfoglia è un piatto veramente semplice da preparare. Se invece non la sapete tirare non vi resta che prepararne di più piccoli con la sfoglia che potete trovare tranquillamente al supermercato.

Ripieno del calcione per un uovo di sfoglia:

  • alcune foglie di menta
  • uno spicchio d’aglio
  • 250 g di ricotta
  • 500 g di biete
  • sale
  • pepe

Una volta preparata la pasta lasciatela riposare e iniziate a preparare il ripieno mettendo a soffriggere uno spicchio d’aglio e le foglie di menta in un filo d’olio. Dopo qualche minuto aggiungete le bietole, sale e pepe all’olio e lasciate cuocere per qualche minuto.

Una volta che le bietole saranno cotte lasciatele freddare e stendete la pasta. Attenzione a non farla né troppo spessa, per non rischiare che l’interno del calcione non si cuocia, né troppo sottile, considerando che dovrete arrotolarla, quindi considerate circa un paio di millimetri.

Stesa la sfoglia unite alle bietole la ricotta, aggiustate di sale se necessario e spalmate il ripieno sulla vostra sfoglia e delicatamente iniziate ad arrotolare. Mi raccomando, per questa fase è importante che il ripieno non sia troppo caldo.

Potete ora mettere il vostro calcione su una teglia foderata di carta forno e infornare a 180°C finché il vostro calcione non risulterà doranto e ben cotto (circa una mezz’ora).

Quando il vostro calcione sarà cotto potrete affettarlo e servirlo come antipasto o come un originale piatto unico 🙂

Zucchine tonde ripiene di cuscus e verdure

Le mie giornate sono monoporzione. Mi concentro su una cosa alla volta così evito di sentirmi sopraffatta. Cerco anche di non sentirmi troppo in dovere di fare qualcosa a dire il vero. Ogni tanto cerco di coltivare degli spazi ben vuoti in cui fare qualcosa di piacevole come leggere un libro, guardare un film o cucinare. Lo ammetto. Cucinare senza olfatto, come vi raccontavo nel mio ultimo articolo, non è sempre facile, soprattutto perché ciò comporta anche la mancanza, in buona parte, del gusto, ma di alcuni piatti conservo un buon ricordo quindi cercherò di raccontarvi cosa, di questi, non ho perso!

Nonostante si debbe stare in casa, le belle giornate, mettono una gran voglia di piatti freschi, ricchi di verdure e colori, per questo non ho resistito e ho deciso di prepararmi per pranzo zucchine tonde ripiene di cuscus e verdure. Il cuscus è un’alternativa alla pasta a cui ricorro spesso. Versatile, buono, semplice e veloce da preparare.

Ingredienti:

  • zucchine tonde
  • melanzana
  • peperone
  • passata di pomodoro
  • uno spicchio d’aglio
  • parmigiano
  • olio d’oliva
  • cuscus (circa 30 g per porzione)
  • sale

Procedimento:

  • Con un coltello rimuovere, conservandolo, l’apice della zucchina, ottenendo così una sorta di coperchio che servirà al momento della presentazione (come in foto);
  • Scavare l’interno della zucchina e mettere da parte la polpa;
  • Far lessare la zucchina tonda in acqua salata per circa 10 minuti;
  • In una padella far rosolare in olio d’oliva uno spicchio d’aglio e aggiungervi poi la polpa delle zucchine che avevamo messo da parte, una melanzana e un peperone tagliati a dadini e lasciar cuocere qualche minuto. Aggiungete il sale, la passata di pomodoro e un po’ d’acqua e lasciate cuocere circa una decina di minuti. Il tutto dovrà rimanere abbastanza liquido da cuocere il cuscus, quindi aggiungete l’acqua se necessario (le proporzioni di acqua sono indicate sulla confezione di cuscus, ma di solito sono cuscus e acqua in eguale quantità, quindi, ad esempio, 100 g di cuscus e 100 g di acqua);
  • spegnere il fuoco, aggiungere il cuscus e coprire la padella con un coperchio. Il vostro cuscus sarà pronto dopo circa 4-5 minuti;
  • Scaldate il forno a 180°C;
  • Mettete il cuscus nelle vostre zucchine tonde svuotate e coprite con una spolverata di parmigiano e un filo d’olio, ma non chiudete con l’apice della zucchina. Infornate per 15-20 minuti e 5 minuti prima di ultimare la cottura potete aggiungere gli apici delle zucchine.
  • Buon pranzo!

Le zucchine tonde permettono una presentazione ad effetto di piatti molto semplici: potete riempirle con riso, carne, tonno… Ne esistono veramente tantissime varianti grazie al sapore delicato della zucchina che ben si sposa con parecchi ingredienti. Al momento non posso sentirlo, ma qualche foglia di basilico probabilmente non ci starebbe male, aggiungendo freschezza ad un piatto perfetto per queste bellissime giornate di sole.

Se vi va, fatemi sapere quali sono le vostre ricette per usare le zucchine tonde 🙂

P.S. Vi ricordate Lawrence? Il mio barattolino, finalmente è diventato la mia prima pagnotta integrale con lievito madre:

Che ve ne pare? Per essere un primo tentativo mi sento abbastanza soddisfatta 🙂 Settimana prossima magari vedo se tentare qualcosa di più elaborato 😉 Vi terrò aggiornati 😀

Ravioli cinesi

Privi d’odore
gelsomini d’inverno
sbocciano al freddo.

A qualcuno resterà il profumo acido del lievito naturale, a qualcuno la rosa in giardino o l’erba tagliata di fresco. Potreste avere l’odore dolce dello shapoo fra i capelli di chi amate o l’igienizzante agli agrumi per pulire il pavimento. Ogni volta che sentirete quel profumo ripenserete a un momento di pace guadagnato in questi giorni e sarà il vostro ponte tra questa avventura e il suo ricordo.
A me resta il gelsomino d’inverno coi suoi fiori gialli senza profumo a guardarmi dalla finestra della cucina perché non ho olfatto in questi giorni e così non è facile cucinare perché è difficile trovare l’equilibrio quando ci si sente sbilanciati.
Ascolto lo sfrigolio, osservo i colori e assaporo le consistenze.

Ravioli cinesi (impasto per circa 10 ravioli circa):

  • 50 g di farina
  • 50 g di fecola di patate
  • un cucchiaio di olio di semi
  • acqua calda (non bollente)
  • un pizzico di sale

Mescolate farina, fecola e un pizzico di sale e l’olio, poi aggiungete l’acqua fino a ottenere un composto liscio ed elastico, ma non appiccicoso.

Lasciate riposare l’impasto per una mezz’ora.

Nel frattempo preparate il ripieno. Io ho usato solo verdure cuocendo in una padella, con poco olio, un trito di porro, carote, cipolla, verza, champignon e piselli, ma potete aggiungere anche carne di maiale o un trito di carne mista o (perché no?) del pesce. Potete veramente sbizzarrirvi!
Ho una zia cinese, che quando è qui in Italia ci prepare buonissimi pranzi con piatti della sua tradizione e i suoi won ton sono incredibili! Lei li cuoce al vapore nei castelli di bambù, io invece oggi li ho voluti cuocere in brodo.

Per la chiusura serve un po’ di pratica, anche se non è difficile (quelli di mia zia sono molto piacevoli anche da vedere, mentre i miei un po’ meno… ma faremo meglio la prossima volta 😀 ).

Prima di tutto stendete la pasta con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia alta pochi millimetri. Mi raccomando non troppo sottile o i vostri ravioli cinesi rischierebbero di rompersi! Allo stesso tempo una sfoglia troppo alta rischierebbe di cuocersi male e di rimanere cruda all’interno.

Dalla sfoglia ottenete dei dischi al cui centro andremo a mettere la farcia preparata. Inumidite ora con po’ d’acqua il bordo interno dei dischetti per renderlo appiccicoso e cominciate a raccogliere il bordo ripiegandolo (è più semplice a farsi che a dirsi). Quello che otterrete saranno dei piccoli fagottini. Oppure potete semplicemente chiuderli come fossero dei ravioli 🙂

Spero di tornare presto a sentire profumi e sapori, intanto mi gusto tutto il resto 😀

Uova a sorpresa per Pasqua

Ieri sera ho pianto. Credo sia stato il discorso di Conte. Sapevo perfettamente che non avrei rivisto il mio compagno e la mia famiglia prima di maggio, eppure sentirmelo dire così schiettamente ha mosso una parte di me. Un po’ di tristezza, un attimo di malinconia… la solitudine.

Stamattina quasi non avevo voglia neppure di allenarmi. Ho rinfrescato il mio lievito naturale e, dopo aver tentennato parecchio, mi sono decisa a far partire questa giornata. Mi sentivo un po’ malinconica, forse per la Pasqua vicina da passare sola soletta in casa. Non so perché, ma a volte mi capita, un senso di pesantezza tremendo che mi impedisce di fare ogni cosa, sempre con un nodo stretto in gola… poi hanno suonato il campanello e sì… anche questa mattina ho pianto, ma è andata meglio di ieri: mia madre mi ha fatto arrivare un carico di carne, frutta verdura, carta igienica (???) e uova.

Non so spiegare che cosa abbia significato, al di là del sollievo di non dover pensare più alla spesa. Mi sono sentita esplodere il cuore di gioia e di gratidune. Mi mancano la mia famiglia, mia sorella, il mio paese, ma la solitudine, proprio adesso, non la sento più 🙂 ❤

Crespelle salate senza burro (circa 10) :

  • 2 uova
  • 200 g di farina
  • 150 ml di latte
  • un pizzico di sale

Mescolate gli ingredienti, aggiungendo la farina un poco alla volta, fino ad ottenere un composto piuttosto liquido e privo di grumi. Lasciate risposare una decina di minuti.

Prendete una padella, ungetela e scaldatela.

Per realizzare le crespelle sarà sufficiente versare un piccolo mestolo di pastella nella padella calda e rotearla fino a farne uno strato sottile. Dopo pochi secondi potrete rigirare la vostra crespella. La cottura è veloce perché le crespelle sono molto sottili. A mano a mano impilatele su un piatto a parte.

Le crespelle salate senza burro possono essere condite a piacimento e poi cotte, cosparse di besciamella, in forno a 200°C per una 10-20 minuti.
Io ho usato asparagi, funghi misti, formaggio e salsiccia… in questo periodo bisogna un po’ arragiarsi e inventarsi con quello che si ha in casa. Un piatto semplice, a base di uova, perfetto per la Pasqua 🙂

Se siete golosi poi potete sostituire nell’impasto il pizzico di sale con un pizzico di zucchero e farcirle poi di crema alle nocciole o marmellata. In questo caso sono ottime a colazione!

Se anche a voi capitano momenti di sconforto, fatevi forza! Non siamo soli e se proprio va male, ricordatevi che basta poco per fare qualcosa di buono 😉
Una felice e serena Pasqua a tutti quanti :*