Cappellacci al nero di seppia

Se pensi al mare pensi all’azzurro e a sabbie dorate, ma il mare dopotutto è uno specchio e per colorarlo basta tingersi la faccia, così non vedo l’azzurro se penso alle onde. Penso al profondo, a trine di corallo, a deserti bui, dove il nero si spinge nel freddo e il sale increspa le labbra alla luna.

CAPPELLACCI AL NERO DI SEPPIA (per due persone):

Per la pasta:

  • 200 g di farina di semola di grano duro rimacinata
  • 2 uova
  • 1 bustina di nero di seppia

Per il ripieno:

  • 250 g ricotta
  • 50 g salmone affumicato

Per il condimento

  • burro
  • porro
  • uova di lompo
  • buccia di bergamotto grattugiata

Pasta al Sacco o Pasta Reale

Penso spesso a una casa, che non è altro che muri, porte, finestre e un tetto, ma quando ci penso sento l’odore del legno e la luce farsi strada fra le stanze.

Penso alle tende che ho alzato da bambina su cuscini e libri, dove tenere il mio cuore al caldo e al sicuro e penso alle piccole scatole di cartone che con nostro zio decoravamo a Natale perché fossero case, case e ancora case, rifugio per i pastori nel nostro Presepe.

Penso agli scuri impazziti nel vento, dimenticati aperti, che sbattono e sbattono come ali in volo per chissà dove.

I vetri di casa nostra sono sottili, la condensa cade come pioggia e lo spazio è un gioco di incastri e sovrapposizioni. È come avere i piedi che sporgono fuori dalla coperta. Adesso stiamo vicini, rannicchiati e non c’è nulla di più bello che sedersi a tavola in questa piccola stanza, e mentre fuori la pioggia si infiltra fra tutti i rumori, penso a una casa, a un petto capace di tenersi dentro due cuori.

PASTA AL SACCO

Ricetta per due persone:

  • 2 uova
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 2 cucchiai di farina
  • 20 g di burro
  • noce moscata
  • buccia di limone non trattato

Procedimento:

La Pasta al sacco, o Pasta reale, richiede due cotture: la prima al forno e la seconda nel brodo prima di essere servita.
Se volete potete aggiungere una punta di concentrato di pomodoro per colorare la pasta di rosso o degli spinaci per colorarla di verde. Il brodo può essere di carne o di verdure, a seconda dei gusti. Io ho usato il brodo di cappone avanzato dal pranzo di Natale ad esempio.


Per realizzare la Pasta al sacco, mescolate gli ingredienti e poneteli su una teglia rettangolare (per due persone ne basterà una piccola) creando uno strato di circa 1 cm. Infornate per una ventina di minuti a 180°C.

Pasta al sacco appena tagliata

Lasciate freddare, poi tagliate la pasta a dadini.

Cuocete pochi minuti la vostra Pasta al Sacco nel brodo che avrete precedentemente preparato e servite ben calda.
Per ogni persona dovreste considerare almeno un uovo a testa.

Come ogni ricetta tradizionale, ogni casa ha i suoi dosaggi e qualcuno omette il burro. Quella riportata è la ricetta che si usa di solito a casa di mia mamma. Il profumo di formaggio e noce moscata inonda casa ogni volta ed è il piatto invernale per eccellenza nelle Marche!
E voi? Come la fate a casa vostra? 😉

Riso corco o Polenta di Riso

Vi ricordate del mio articolo sulle Pastarelle con l’ammoniaca in cui vi ho raccontato del gattino di due settimane abbandonato? Ecco, il piccolo infame è cresciuto e siccome ci dispiaceva farlo stare da solo durante il giorno… a gennaio abbiamo accolto una nuova coinquilina: Mafalda, per gli amici Maffy.
Maffy, stando ai piani, doveva essere sterilizzata un mese fa, ma tra quarantena e altri impicci l’operazione non si è potuta fare e così ora, in questa casa di 60 metri quadri, siamo in sette.
Il fattaccio è avvenuto sabato pomeriggio e i piccolini sono identici spiccicati al padre (spero non per il temperamento di cui vi avevo raccontato qui ) e la mamma sta bene, decisamente orgogliosa del suo operato. Insomma, non ci siamo ancora sposati che già siamo diventati nonni, anche se, vista la scorta di caramelle Rossana che ho di là, la cosa non mi stupisce affatto.

Ad ogni modo, il parto è iniziato proprio quando stavamo allegramente svaccati sul divanto a goderci, da bravi marchigiani, la sazietà da Riso Corco che ci eravamo felicemente concessi, quindi, per festeggiare le tre nuove piccole pesti, vi racconto questo piatto marchigiano.

Riso corco per due persone:

  • 120 g di riso
  • 1 l di acqua
  • sale
  • 2 cucchiai di farina

La preparazione della Polenta di riso, o Riso corco, è veramente semplice. Basta mettere a cuocere il riso nell’acqua salata e, quando sarà arrivato a fine cottura aggiungergli la farina. Per evitare grumi io ho sciolto a parte la farina in una ciotola, con l’acqua di cottura, per poi versare la cremina nel riso. Girate con una frusta fino a quando la “polenta” non avrà tirato.

Essendo una preparazione di base potete usare il condimento che più vi piace. Io ho preparato un sugo rosso con funghi misti, ma non mi è dispiaciuta neanche in porchetta con fave e finocchietto selvativo (giusto per darvi un’idea), ma potete anche realizzare un gustoso ragù o un sugo con verdure di stagione.

L’unico limite a questo piatto è la vostra fantasia 😉

Per quanto riguarda la farina, per dargli un gusto più rustico e tradizionale io ho usato una farina di tipo 2, ma se si preferisse un piatto glute free è possibile tranquillamente utilizzare anche una farina di riso.

E voi? Avete mai provato questo piatto della tradizione marchigiana? Con quali condimenti preferite la vostra Polenta di Riso?

Calcione

Come ho già scritto in passato, adoro il profumo della menta e dell’erba tagliata. Mi sento in pace, tranquilla, perché per me è il profumo del fine settimana.
Il mio compagno è finalmente tornato a casa e come prima cosa ha tagliato l’erba in giardino e io, pur non potendo sentirne il profumo fresco penso che legherò sempre il suo ritorno alla menta che cresce in giardino. L’olfatto, stando al medico, non tornerà tanto presto, devo avere pazienza, quindi a me non resta che immaginare e immaginando certi profumi non ho potuto fare a meno di pensare ad un piatto che ho sempre amato molto, un piatto che mi ricorda la mia mamma, vera specialista nel prepararlo: il Calcione.

Il calcione è un antipasto perfetto a base di bieta, menta e ricotta e se sapete tirare la sfoglia è un piatto veramente semplice da preparare. Se invece non la sapete tirare non vi resta che prepararne di più piccoli con la sfoglia che potete trovare tranquillamente al supermercato.

Ripieno del calcione per un uovo di sfoglia:

  • alcune foglie di menta
  • uno spicchio d’aglio
  • 250 g di ricotta
  • 500 g di biete
  • sale
  • pepe

Una volta preparata la pasta lasciatela riposare e iniziate a preparare il ripieno mettendo a soffriggere uno spicchio d’aglio e le foglie di menta in un filo d’olio. Dopo qualche minuto aggiungete le bietole, sale e pepe all’olio e lasciate cuocere per qualche minuto.

Una volta che le bietole saranno cotte lasciatele freddare e stendete la pasta. Attenzione a non farla né troppo spessa, per non rischiare che l’interno del calcione non si cuocia, né troppo sottile, considerando che dovrete arrotolarla, quindi considerate circa un paio di millimetri.

Stesa la sfoglia unite alle bietole la ricotta, aggiustate di sale se necessario e spalmate il ripieno sulla vostra sfoglia e delicatamente iniziate ad arrotolare. Mi raccomando, per questa fase è importante che il ripieno non sia troppo caldo.

Potete ora mettere il vostro calcione su una teglia foderata di carta forno e infornare a 180°C finché il vostro calcione non risulterà doranto e ben cotto (circa una mezz’ora).

Quando il vostro calcione sarà cotto potrete affettarlo e servirlo come antipasto o come un originale piatto unico 🙂

Zucchine tonde ripiene di cuscus e verdure

Le mie giornate sono monoporzione. Mi concentro su una cosa alla volta così evito di sentirmi sopraffatta. Cerco anche di non sentirmi troppo in dovere di fare qualcosa a dire il vero. Ogni tanto cerco di coltivare degli spazi ben vuoti in cui fare qualcosa di piacevole come leggere un libro, guardare un film o cucinare. Lo ammetto. Cucinare senza olfatto, come vi raccontavo nel mio ultimo articolo, non è sempre facile, soprattutto perché ciò comporta anche la mancanza, in buona parte, del gusto, ma di alcuni piatti conservo un buon ricordo quindi cercherò di raccontarvi cosa, di questi, non ho perso!

Nonostante si debbe stare in casa, le belle giornate, mettono una gran voglia di piatti freschi, ricchi di verdure e colori, per questo non ho resistito e ho deciso di prepararmi per pranzo zucchine tonde ripiene di cuscus e verdure. Il cuscus è un’alternativa alla pasta a cui ricorro spesso. Versatile, buono, semplice e veloce da preparare.

Ingredienti:

  • zucchine tonde
  • melanzana
  • peperone
  • passata di pomodoro
  • uno spicchio d’aglio
  • parmigiano
  • olio d’oliva
  • cuscus (circa 30 g per porzione)
  • sale

Procedimento:

  • Con un coltello rimuovere, conservandolo, l’apice della zucchina, ottenendo così una sorta di coperchio che servirà al momento della presentazione (come in foto);
  • Scavare l’interno della zucchina e mettere da parte la polpa;
  • Far lessare la zucchina tonda in acqua salata per circa 10 minuti;
  • In una padella far rosolare in olio d’oliva uno spicchio d’aglio e aggiungervi poi la polpa delle zucchine che avevamo messo da parte, una melanzana e un peperone tagliati a dadini e lasciar cuocere qualche minuto. Aggiungete il sale, la passata di pomodoro e un po’ d’acqua e lasciate cuocere circa una decina di minuti. Il tutto dovrà rimanere abbastanza liquido da cuocere il cuscus, quindi aggiungete l’acqua se necessario (le proporzioni di acqua sono indicate sulla confezione di cuscus, ma di solito sono cuscus e acqua in eguale quantità, quindi, ad esempio, 100 g di cuscus e 100 g di acqua);
  • spegnere il fuoco, aggiungere il cuscus e coprire la padella con un coperchio. Il vostro cuscus sarà pronto dopo circa 4-5 minuti;
  • Scaldate il forno a 180°C;
  • Mettete il cuscus nelle vostre zucchine tonde svuotate e coprite con una spolverata di parmigiano e un filo d’olio, ma non chiudete con l’apice della zucchina. Infornate per 15-20 minuti e 5 minuti prima di ultimare la cottura potete aggiungere gli apici delle zucchine.
  • Buon pranzo!

Le zucchine tonde permettono una presentazione ad effetto di piatti molto semplici: potete riempirle con riso, carne, tonno… Ne esistono veramente tantissime varianti grazie al sapore delicato della zucchina che ben si sposa con parecchi ingredienti. Al momento non posso sentirlo, ma qualche foglia di basilico probabilmente non ci starebbe male, aggiungendo freschezza ad un piatto perfetto per queste bellissime giornate di sole.

Se vi va, fatemi sapere quali sono le vostre ricette per usare le zucchine tonde 🙂

P.S. Vi ricordate Lawrence? Il mio barattolino, finalmente è diventato la mia prima pagnotta integrale con lievito madre:

Che ve ne pare? Per essere un primo tentativo mi sento abbastanza soddisfatta 🙂 Settimana prossima magari vedo se tentare qualcosa di più elaborato 😉 Vi terrò aggiornati 😀

Ravioli cinesi

Privi d’odore
gelsomini d’inverno
sbocciano al freddo.

A qualcuno resterà il profumo acido del lievito naturale, a qualcuno la rosa in giardino o l’erba tagliata di fresco. Potreste avere l’odore dolce dello shapoo fra i capelli di chi amate o l’igienizzante agli agrumi per pulire il pavimento. Ogni volta che sentirete quel profumo ripenserete a un momento di pace guadagnato in questi giorni e sarà il vostro ponte tra questa avventura e il suo ricordo.
A me resta il gelsomino d’inverno coi suoi fiori gialli senza profumo a guardarmi dalla finestra della cucina perché non ho olfatto in questi giorni e così non è facile cucinare perché è difficile trovare l’equilibrio quando ci si sente sbilanciati.
Ascolto lo sfrigolio, osservo i colori e assaporo le consistenze.

Ravioli cinesi (impasto per circa 10 ravioli circa):

  • 50 g di farina
  • 50 g di fecola di patate
  • un cucchiaio di olio di semi
  • acqua calda (non bollente)
  • un pizzico di sale

Mescolate farina, fecola e un pizzico di sale e l’olio, poi aggiungete l’acqua fino a ottenere un composto liscio ed elastico, ma non appiccicoso.

Lasciate riposare l’impasto per una mezz’ora.

Nel frattempo preparate il ripieno. Io ho usato solo verdure cuocendo in una padella, con poco olio, un trito di porro, carote, cipolla, verza, champignon e piselli, ma potete aggiungere anche carne di maiale o un trito di carne mista o (perché no?) del pesce. Potete veramente sbizzarrirvi!
Ho una zia cinese, che quando è qui in Italia ci prepare buonissimi pranzi con piatti della sua tradizione e i suoi won ton sono incredibili! Lei li cuoce al vapore nei castelli di bambù, io invece oggi li ho voluti cuocere in brodo.

Per la chiusura serve un po’ di pratica, anche se non è difficile (quelli di mia zia sono molto piacevoli anche da vedere, mentre i miei un po’ meno… ma faremo meglio la prossima volta 😀 ).

Prima di tutto stendete la pasta con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia alta pochi millimetri. Mi raccomando non troppo sottile o i vostri ravioli cinesi rischierebbero di rompersi! Allo stesso tempo una sfoglia troppo alta rischierebbe di cuocersi male e di rimanere cruda all’interno.

Dalla sfoglia ottenete dei dischi al cui centro andremo a mettere la farcia preparata. Inumidite ora con po’ d’acqua il bordo interno dei dischetti per renderlo appiccicoso e cominciate a raccogliere il bordo ripiegandolo (è più semplice a farsi che a dirsi). Quello che otterrete saranno dei piccoli fagottini. Oppure potete semplicemente chiuderli come fossero dei ravioli 🙂

Spero di tornare presto a sentire profumi e sapori, intanto mi gusto tutto il resto 😀

Uova a sorpresa per Pasqua

Ieri sera ho pianto. Credo sia stato il discorso di Conte. Sapevo perfettamente che non avrei rivisto il mio compagno e la mia famiglia prima di maggio, eppure sentirmelo dire così schiettamente ha mosso una parte di me. Un po’ di tristezza, un attimo di malinconia… la solitudine.

Stamattina quasi non avevo voglia neppure di allenarmi. Ho rinfrescato il mio lievito naturale e, dopo aver tentennato parecchio, mi sono decisa a far partire questa giornata. Mi sentivo un po’ malinconica, forse per la Pasqua vicina da passare sola soletta in casa. Non so perché, ma a volte mi capita, un senso di pesantezza tremendo che mi impedisce di fare ogni cosa, sempre con un nodo stretto in gola… poi hanno suonato il campanello e sì… anche questa mattina ho pianto, ma è andata meglio di ieri: mia madre mi ha fatto arrivare un carico di carne, frutta verdura, carta igienica (???) e uova.

Non so spiegare che cosa abbia significato, al di là del sollievo di non dover pensare più alla spesa. Mi sono sentita esplodere il cuore di gioia e di gratidune. Mi mancano la mia famiglia, mia sorella, il mio paese, ma la solitudine, proprio adesso, non la sento più 🙂 ❤

Crespelle salate senza burro (circa 10) :

  • 2 uova
  • 200 g di farina
  • 150 ml di latte
  • un pizzico di sale

Mescolate gli ingredienti, aggiungendo la farina un poco alla volta, fino ad ottenere un composto piuttosto liquido e privo di grumi. Lasciate risposare una decina di minuti.

Prendete una padella, ungetela e scaldatela.

Per realizzare le crespelle sarà sufficiente versare un piccolo mestolo di pastella nella padella calda e rotearla fino a farne uno strato sottile. Dopo pochi secondi potrete rigirare la vostra crespella. La cottura è veloce perché le crespelle sono molto sottili. A mano a mano impilatele su un piatto a parte.

Le crespelle salate senza burro possono essere condite a piacimento e poi cotte, cosparse di besciamella, in forno a 200°C per una 10-20 minuti.
Io ho usato asparagi, funghi misti, formaggio e salsiccia… in questo periodo bisogna un po’ arragiarsi e inventarsi con quello che si ha in casa. Un piatto semplice, a base di uova, perfetto per la Pasqua 🙂

Se siete golosi poi potete sostituire nell’impasto il pizzico di sale con un pizzico di zucchero e farcirle poi di crema alle nocciole o marmellata. In questo caso sono ottime a colazione!

Se anche a voi capitano momenti di sconforto, fatevi forza! Non siamo soli e se proprio va male, ricordatevi che basta poco per fare qualcosa di buono 😉
Una felice e serena Pasqua a tutti quanti :*

Cioccolato…

…mi ricorda certe sere profumate, di note argentate, dorate, tintinnii e tazzine di caffè incastonate tra molliche, bucce di mandarino e canditi scartati. Mi ricorda certi pomeriggi per le strade a sorseggiare luci calde di cannella e noce moscata. Mi ricorda una bocca di Rum e baci. Mi ricorda l’inverno e poi il Natale e il paese in festa, i dolci e perché no? Anche la pasta.

Domenica ci sarà la Cioccovisciola, qui, a Pergola (PU) e aspetto con trepidazione il finesettimana per fare l’albero 🎄 e per fare una passeggiata tra i mercatini, gli spettacoli, i suoni e la magia 🎇 di questo prezioso evento ricco di spunti. Così, nell’attesa ho aperto la Dispensa e ci ho trovato una tavoletta di cioccolato extrafondente Marcantognini. Non sapete il piacere che ho provato quando l’ho scartata. A me il cioccolato piace fondente, per il suo gusto deciso e avvolgente. Ho deciso che sarebbe stato perfetto per pranzo: tagliatelle al cioccolato con un buon ragù bianco.

Carne e cioccolato sono un’accoppiata vincente da provare! Per la pasta mi è bastato aggiungere per ogni uovo, 15 g di cioccolato fondente, sciolto a bagnomaria. Io ho usato una farina di semola integrale, ma potete usare anche una farina di semola normale e il risultato sarà comunque ottimo. Dopo una mezz’ora di riposo ho preso la pasta e l’ho stesa con il mattarello e una volta raggiunta la consistenza desiderata (non troppo sottile), ho ricavato le mie tagliatelle.

Il condimento di carne è forse ancora più semplice: ho usato del macinato misto, aglio, carota, vino, una spruzzata di succo d’arancia, un chiodo di garofano, sale e pepe. Lasciate cuocere il ragù almeno un’ora a fuoco lento aggiungendo acqua se necessario.

Una volta messa a bollire l’acqua, alle tagliatelle al cioccolato fatte in casa è bastato pochissimo per essere cotte. Le ho saltate velocemente in padella con il ragù bianco per far amalgamare bene il condimento ed ecco in tavola un piatto ricco di aromi e sapori che non ti aspetti.

Una buona idea per Natale e un’ottima scusa per andare a Pergola e comprare un’altra barretta di cioccolato fondente e una bottiglia di golosa Cioccovisciola 😛

Zuppa di Cicerchie

Alle 6 di mattina,è così freddo… la pioggia contro i muri e le persiane, il ronzio degli elettrodomestici in cucina, sul tavolo i libri lasciati lì la sera prima e sui vetri la condensa. Verrebbe da riannodare su se stessa la giornata per ridurla al fascio di coperte e lenzuola su cui stavo poco prima e invece il gatto ha fame, la macchinetta del caffè è già calda e la sera prima ho lasciato un capitolo in sospeso. Ma il freddo rimane. Poco importa. Sono sola col gatto, nessuno mi deve vedere… darò il peggio di me: dolcevita, maglione, tuta infilata nei calzini (rigorosamente con cuoricini e pallini) e plaid. Sembro un foglio accartocciato fra i libri. Occhiali su occhiaie su testi.
Fra le tende a poco a poco viene filtra la luce e si fa giorno, ma la pioggia impietosa prende a scrosci la terra.
Ci ha messo in ammollo, mi viene da pensare, e nel pensare ricordo la cicerchia che ho messo in ammollo da ieri. Le cambio l’acqua e mi rimetto sotto al mio plaid tra le nuvole a picchiettare.

Quando alzo gli occhi è quasi ora di pranzo. Riposo gli occhi e ne approfitto per preparare la zuppa di cicerchie.

ZUPPA DI CICERCHIE

zuppa di cicerchie

50 g di cicerchie per porzione
pomodori secchi
carota
sedano
cipolla
rosmarino
alloro
olio
aglio
una pagnotta di pane*

-Mettere in ammollo per 24 ore le cicerchie ricordado di cambiare spesso l’acqua.

-In un po’ d’olio ho lasciato soffriggere uno spicchio d’aglio, un trito di carota, sedano e cipolla e pomodori secchi (io ne avevo in casa, ma potete usare anche pomodori freschi). –

-Una volta appassiti ho aggiunto la cicerchia scolata e sciacquata.

-Aggiungete dell’acqua fino a coprire la cicerchia, un rametto di rosmarino e una foglia di alloro.

-Salate e lasciate cuocere per circa un’ora e quando necessario aggiungete acqua.

-A cottura ultimata ho preso una pagnotta di pane, l’ho scavata e l’ho riempita con la zuppa di cicerchie. Se non avete la pagnotta potete semplicemente serire la zuppa di cicherchie in un normale piatto e gustarla con qualche crostino.

La prima volta che ho mangiato la zuppa di cicerchia è stato alla Festa della cicerchia a Serra de’ Conti (AN). Una festa genuina dove colori, profumi e sapori illuminano e scaldano per le strade del paese. Ci torneremo questo sabato per curiosare tra le bancarelle e per assaggiare qualche piatto tipico della tradizione e spero proprio di riportare qualcosa di buono in dispensa 😛

*Il pane l’avevo precedentente preparato con la farina di tipo 2. In genere lo preparo la domenica quando ho un po’ più di tempo. Ne preparo sempre qualche pagnotta in più da tenere nel congelatore e devo dire che una volta riscaldato in forno è sempre buono come appena sfornato.

Una cena per Halloween

Te se rizzn i pei a gic d sera
ma la nott riva prest
p’aprì a novembr ‘l porton
colmò passn i spifferi e col vent le foi
e armani sotta i lampioni
giacci lumini for d’i scuron
Nebbia e guazza, n’occhi big che t v’arda
mentr ch t’inciampi e rompi na trocca
secca d’ radc e pregna d torba.

Giù pe’l pozz na voc
e na nottla ntla piazza.

Bocca oltr sotta l’arc e archiappa la via
cova Sprvengl a Fratt e quant passi t pia,
dietra la fratta,
oltr pla curva,
sotta la cerqua,
nten mezz d’l’incroc
quatt quatt t nasa

È ner com el bobo
tira via a gi a casa.

Ogni anno ad Halloween scelgo un tema e poi organizzo una cena insieme a mia sorella e al mio compagno. Abbiamo negli anni fatto una cena a tema “cannibalismo”, una per i”fantasmi”, lo scorso anno per le “streghe” e quest’anno ho pensato più in generale di pensare alla tradizione quindi un Halloween che fosse più Samhain .

La cena sarà questa sera, per cui caricherò poi le foto, vi anticipo però il menù dedicato all’ingrediente più caratteristico di questa festa: la zucca;)

  • Crostini di pane ai cereali con patè di fagioli neri
  • Ravioli di zucca
  • Zucca ripiena
  • Torta di zucca
  • Brulè di mele

Patè di fagioli neri


Ho messo in ammollo i fagioli neri la sera prima e poi li ho cotti con brodo, una foglia di alloro e rosmarino. Li ho cotti per circa un’ora poi li ho frullati con noci, semi di zucca tostati e una noce di burro. Il risultato è stato un patè cremoso da spalmare sopra il pane tostato.

Ravioli di zucca

Avendo intagliato la zucca (mantovana) mi è avanzato circa 1 kg di polpa, l’ho quindi cotta al vapore per realizzare poi una purea che ho usato per un terzo nella pasta all’uovo che ho steso a mano (ma se volete potete usare tranquillamente la macchinetta).
La restante purea l’ho usata per il ripieno. Per realizzarlo ho seguito questa ricetta che avevo visto tempo fa ed era da tanto che volevo provare 😛

Zucca ripiena

-La zucca mantovana mi è servita principalmente per questa preparazione.
Ingredienti:
– 5oo g di spezzatino
– 300 g di zucca
– 200 g di patate
– 4 funghi champignon
– 2 cucchiai di farina
– vino
– cipolla, carota e sedano per soffritto
– olio d’oliva
-brodo q.b.

In un filo d’olio, fate appassire lentamente il trito di cipolla, carota e sedano, intanto tagliate la carne e dopo circa una decina di minuti aggiungetela al soffritto.
Mantenete il fuoco basso: la carne dovrà cuocere lentamente.
Aggiungete i due cucchiai di farina setacciata e continuate a far rosolare.
Fate sfumare con un po’ di vino e aggiungete poi un mestolo di brodo. Salate e chiudete la pentola. Lasciate cuocere controllando di tanto in tanto se necessita di altro brodo.
Dopo circa mezz’ora potrete aggiungere le patate tragliate a dadini, i funghi e poi la zucca (in ultimo perché ha bisogno di poco tempo per cuocere).

La polpa di zucca l’ho ottenuta intagliando la mantovana che, una volta svuotata ho messo in forno per una quarantina di minuti a 180°C (a seconda della grandezza e del tipo di zucca potrebbe volerci più o meno tempo).

A cottura ultimata ho messo lo spezzatino nella zucca per una presentazione ad effetto 😉

Torta di zucca

Per la torta di zucca vi rimando a questo blog perché la ricetta mi è piaciuta molto e il risultato è stato ottimo: una torta soffice, con la giusta dolcezza, ottima anche il giorno dopo per fare colazione 😀

Brulè di mele

I miei genitori sono stati in vacanza in Trentino tempo fa e mi hanno portato una buonissima bottiglia di succo di mele allo zenzero. Le mele sono un alimento importantissimo nella tradizione di questa festa, così ho pensato di abbinare le mele ai miei nuovi calici di terracotta in una bevanda calda perfetta per i primi freddi di questi giorni, adatta a grandi e bambini. Il procedimento è lo stesso del Vin Brulè, solo che al posto del vino ho messo a bollire il succo di mele ( in questo caso allo zenzero) più spezie varie come cannella, chiodi di garofano e anice.

E voi? Con quali ricette avete festeggiato questa serata? Fatemi sapere 😛

Buon Halloween e buon divertimento 😉