Zagara (biscotti al limone)

Una luce di taglio entra nella stanza, attraversa il vetro e proietta i batuffoli di pioppo sulla libreria e fra i pensieri. Il bianco è una danza silenziosa nell’aria, un ricamo di pizzo su maggio, un tulle leggero fra le rose sbocciate.

Avrò fiori trai capelli? Ci saranno poesie bianche fra le luci a rinfrescare la sera? Penso al mio matrimonio, il prossimo anno, e mi scopro a immaginare profumo di limone. Lo cerco nella stanza, ma non lo trovo, ho solo la luce calda che illumina ogni cosa e tanto mi basta: oggi zagare. Prendo la farina.

Ingredienti:

  • 1 uovo
  • scorza grattuggiata di un limone biologico
  • succo di un limone
  • 60 ml di olio di semi di mais
  • 80 g di zucchero
  • 50 g di fecola di patate
  • 200 g circa di farina OO
  • vanillina
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • marmellata per farcire (facoltativo)

Mescolate gli ingredienti lasciando per ultimo il cucchiaino di lievito per dolci. La consistenza dovrà essere quella di una sorta di frolla. Quando il panetto sarà ben omogeneo stendetelo sulla spianatoia aiutandovi con il mattarello e ricavate i vostri biscotti della forma e della dimensione che più vi piace.

Io, volendo realizzare dei fiori, ho ricavato dei dischetti di circa 6 cm e vi ho poi applicato un taglio per poterli arricciare su se stessi.

Così facendo ho ottenuto delle roselline da poter riempire con della marmellata (io ho usato della confettura di albicocche).

Le zagare vanno cotte in forno statico preriscaldato a circa 170°C per una quindicina di minuti. Lasciatele ben distanziate perché cresceranno durante la cottura 😉

Questi biscotti al limone sono perfetti da gustare al pomeriggio con una bella tazza di tè, oltretutto sono un’ottima alternativa per chi, per varie ragioni, non può usare il burro.

Come sempre sono curiosa, fatemi sapere se vi sono piaciute 😘

Calcione

Come ho già scritto in passato, adoro il profumo della menta e dell’erba tagliata. Mi sento in pace, tranquilla, perché per me è il profumo del fine settimana.
Il mio compagno è finalmente tornato a casa e come prima cosa ha tagliato l’erba in giardino e io, pur non potendo sentirne il profumo fresco penso che legherò sempre il suo ritorno alla menta che cresce in giardino. L’olfatto, stando al medico, non tornerà tanto presto, devo avere pazienza, quindi a me non resta che immaginare e immaginando certi profumi non ho potuto fare a meno di pensare ad un piatto che ho sempre amato molto, un piatto che mi ricorda la mia mamma, vera specialista nel prepararlo: il Calcione.

Il calcione è un antipasto perfetto a base di bieta, menta e ricotta e se sapete tirare la sfoglia è un piatto veramente semplice da preparare. Se invece non la sapete tirare non vi resta che prepararne di più piccoli con la sfoglia che potete trovare tranquillamente al supermercato.

Ripieno del calcione per un uovo di sfoglia:

  • alcune foglie di menta
  • uno spicchio d’aglio
  • 250 g di ricotta
  • 500 g di biete
  • sale
  • pepe

Una volta preparata la pasta lasciatela riposare e iniziate a preparare il ripieno mettendo a soffriggere uno spicchio d’aglio e le foglie di menta in un filo d’olio. Dopo qualche minuto aggiungete le bietole, sale e pepe all’olio e lasciate cuocere per qualche minuto.

Una volta che le bietole saranno cotte lasciatele freddare e stendete la pasta. Attenzione a non farla né troppo spessa, per non rischiare che l’interno del calcione non si cuocia, né troppo sottile, considerando che dovrete arrotolarla, quindi considerate circa un paio di millimetri.

Stesa la sfoglia unite alle bietole la ricotta, aggiustate di sale se necessario e spalmate il ripieno sulla vostra sfoglia e delicatamente iniziate ad arrotolare. Mi raccomando, per questa fase è importante che il ripieno non sia troppo caldo.

Potete ora mettere il vostro calcione su una teglia foderata di carta forno e infornare a 180°C finché il vostro calcione non risulterà doranto e ben cotto (circa una mezz’ora).

Quando il vostro calcione sarà cotto potrete affettarlo e servirlo come antipasto o come un originale piatto unico 🙂

Ravioli cinesi

Privi d’odore
gelsomini d’inverno
sbocciano al freddo.

A qualcuno resterà il profumo acido del lievito naturale, a qualcuno la rosa in giardino o l’erba tagliata di fresco. Potreste avere l’odore dolce dello shapoo fra i capelli di chi amate o l’igienizzante agli agrumi per pulire il pavimento. Ogni volta che sentirete quel profumo ripenserete a un momento di pace guadagnato in questi giorni e sarà il vostro ponte tra questa avventura e il suo ricordo.
A me resta il gelsomino d’inverno coi suoi fiori gialli senza profumo a guardarmi dalla finestra della cucina perché non ho olfatto in questi giorni e così non è facile cucinare perché è difficile trovare l’equilibrio quando ci si sente sbilanciati.
Ascolto lo sfrigolio, osservo i colori e assaporo le consistenze.

Ravioli cinesi (impasto per circa 10 ravioli circa):

  • 50 g di farina
  • 50 g di fecola di patate
  • un cucchiaio di olio di semi
  • acqua calda (non bollente)
  • un pizzico di sale

Mescolate farina, fecola e un pizzico di sale e l’olio, poi aggiungete l’acqua fino a ottenere un composto liscio ed elastico, ma non appiccicoso.

Lasciate riposare l’impasto per una mezz’ora.

Nel frattempo preparate il ripieno. Io ho usato solo verdure cuocendo in una padella, con poco olio, un trito di porro, carote, cipolla, verza, champignon e piselli, ma potete aggiungere anche carne di maiale o un trito di carne mista o (perché no?) del pesce. Potete veramente sbizzarrirvi!
Ho una zia cinese, che quando è qui in Italia ci prepare buonissimi pranzi con piatti della sua tradizione e i suoi won ton sono incredibili! Lei li cuoce al vapore nei castelli di bambù, io invece oggi li ho voluti cuocere in brodo.

Per la chiusura serve un po’ di pratica, anche se non è difficile (quelli di mia zia sono molto piacevoli anche da vedere, mentre i miei un po’ meno… ma faremo meglio la prossima volta 😀 ).

Prima di tutto stendete la pasta con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia alta pochi millimetri. Mi raccomando non troppo sottile o i vostri ravioli cinesi rischierebbero di rompersi! Allo stesso tempo una sfoglia troppo alta rischierebbe di cuocersi male e di rimanere cruda all’interno.

Dalla sfoglia ottenete dei dischi al cui centro andremo a mettere la farcia preparata. Inumidite ora con po’ d’acqua il bordo interno dei dischetti per renderlo appiccicoso e cominciate a raccogliere il bordo ripiegandolo (è più semplice a farsi che a dirsi). Quello che otterrete saranno dei piccoli fagottini. Oppure potete semplicemente chiuderli come fossero dei ravioli 🙂

Spero di tornare presto a sentire profumi e sapori, intanto mi gusto tutto il resto 😀

Uova a sorpresa per Pasqua

Ieri sera ho pianto. Credo sia stato il discorso di Conte. Sapevo perfettamente che non avrei rivisto il mio compagno e la mia famiglia prima di maggio, eppure sentirmelo dire così schiettamente ha mosso una parte di me. Un po’ di tristezza, un attimo di malinconia… la solitudine.

Stamattina quasi non avevo voglia neppure di allenarmi. Ho rinfrescato il mio lievito naturale e, dopo aver tentennato parecchio, mi sono decisa a far partire questa giornata. Mi sentivo un po’ malinconica, forse per la Pasqua vicina da passare sola soletta in casa. Non so perché, ma a volte mi capita, un senso di pesantezza tremendo che mi impedisce di fare ogni cosa, sempre con un nodo stretto in gola… poi hanno suonato il campanello e sì… anche questa mattina ho pianto, ma è andata meglio di ieri: mia madre mi ha fatto arrivare un carico di carne, frutta verdura, carta igienica (???) e uova.

Non so spiegare che cosa abbia significato, al di là del sollievo di non dover pensare più alla spesa. Mi sono sentita esplodere il cuore di gioia e di gratidune. Mi mancano la mia famiglia, mia sorella, il mio paese, ma la solitudine, proprio adesso, non la sento più 🙂 ❤

Crespelle salate senza burro (circa 10) :

  • 2 uova
  • 200 g di farina
  • 150 ml di latte
  • un pizzico di sale

Mescolate gli ingredienti, aggiungendo la farina un poco alla volta, fino ad ottenere un composto piuttosto liquido e privo di grumi. Lasciate risposare una decina di minuti.

Prendete una padella, ungetela e scaldatela.

Per realizzare le crespelle sarà sufficiente versare un piccolo mestolo di pastella nella padella calda e rotearla fino a farne uno strato sottile. Dopo pochi secondi potrete rigirare la vostra crespella. La cottura è veloce perché le crespelle sono molto sottili. A mano a mano impilatele su un piatto a parte.

Le crespelle salate senza burro possono essere condite a piacimento e poi cotte, cosparse di besciamella, in forno a 200°C per una 10-20 minuti.
Io ho usato asparagi, funghi misti, formaggio e salsiccia… in questo periodo bisogna un po’ arragiarsi e inventarsi con quello che si ha in casa. Un piatto semplice, a base di uova, perfetto per la Pasqua 🙂

Se siete golosi poi potete sostituire nell’impasto il pizzico di sale con un pizzico di zucchero e farcirle poi di crema alle nocciole o marmellata. In questo caso sono ottime a colazione!

Se anche a voi capitano momenti di sconforto, fatevi forza! Non siamo soli e se proprio va male, ricordatevi che basta poco per fare qualcosa di buono 😉
Una felice e serena Pasqua a tutti quanti :*

Una cena per Halloween

Te se rizzn i pei a gic d sera
ma la nott riva prest
p’aprì a novembr ‘l porton
colmò passn i spifferi e col vent le foi
e armani sotta i lampioni
giacci lumini for d’i scuron
Nebbia e guazza, n’occhi big che t v’arda
mentr ch t’inciampi e rompi na trocca
secca d’ radc e pregna d torba.

Giù pe’l pozz na voc
e na nottla ntla piazza.

Bocca oltr sotta l’arc e archiappa la via
cova Sprvengl a Fratt e quant passi t pia,
dietra la fratta,
oltr pla curva,
sotta la cerqua,
nten mezz d’l’incroc
quatt quatt t nasa

È ner com el bobo
tira via a gi a casa.

Ogni anno ad Halloween scelgo un tema e poi organizzo una cena insieme a mia sorella e al mio compagno. Abbiamo negli anni fatto una cena a tema “cannibalismo”, una per i”fantasmi”, lo scorso anno per le “streghe” e quest’anno ho pensato più in generale di pensare alla tradizione quindi un Halloween che fosse più Samhain .

La cena sarà questa sera, per cui caricherò poi le foto, vi anticipo però il menù dedicato all’ingrediente più caratteristico di questa festa: la zucca;)

  • Crostini di pane ai cereali con patè di fagioli neri
  • Ravioli di zucca
  • Zucca ripiena
  • Torta di zucca
  • Brulè di mele

Patè di fagioli neri


Ho messo in ammollo i fagioli neri la sera prima e poi li ho cotti con brodo, una foglia di alloro e rosmarino. Li ho cotti per circa un’ora poi li ho frullati con noci, semi di zucca tostati e una noce di burro. Il risultato è stato un patè cremoso da spalmare sopra il pane tostato.

Ravioli di zucca

Avendo intagliato la zucca (mantovana) mi è avanzato circa 1 kg di polpa, l’ho quindi cotta al vapore per realizzare poi una purea che ho usato per un terzo nella pasta all’uovo che ho steso a mano (ma se volete potete usare tranquillamente la macchinetta).
La restante purea l’ho usata per il ripieno. Per realizzarlo ho seguito questa ricetta che avevo visto tempo fa ed era da tanto che volevo provare 😛

Zucca ripiena

-La zucca mantovana mi è servita principalmente per questa preparazione.
Ingredienti:
– 5oo g di spezzatino
– 300 g di zucca
– 200 g di patate
– 4 funghi champignon
– 2 cucchiai di farina
– vino
– cipolla, carota e sedano per soffritto
– olio d’oliva
-brodo q.b.

In un filo d’olio, fate appassire lentamente il trito di cipolla, carota e sedano, intanto tagliate la carne e dopo circa una decina di minuti aggiungetela al soffritto.
Mantenete il fuoco basso: la carne dovrà cuocere lentamente.
Aggiungete i due cucchiai di farina setacciata e continuate a far rosolare.
Fate sfumare con un po’ di vino e aggiungete poi un mestolo di brodo. Salate e chiudete la pentola. Lasciate cuocere controllando di tanto in tanto se necessita di altro brodo.
Dopo circa mezz’ora potrete aggiungere le patate tragliate a dadini, i funghi e poi la zucca (in ultimo perché ha bisogno di poco tempo per cuocere).

La polpa di zucca l’ho ottenuta intagliando la mantovana che, una volta svuotata ho messo in forno per una quarantina di minuti a 180°C (a seconda della grandezza e del tipo di zucca potrebbe volerci più o meno tempo).

A cottura ultimata ho messo lo spezzatino nella zucca per una presentazione ad effetto 😉

Torta di zucca

Per la torta di zucca vi rimando a questo blog perché la ricetta mi è piaciuta molto e il risultato è stato ottimo: una torta soffice, con la giusta dolcezza, ottima anche il giorno dopo per fare colazione 😀

Brulè di mele

I miei genitori sono stati in vacanza in Trentino tempo fa e mi hanno portato una buonissima bottiglia di succo di mele allo zenzero. Le mele sono un alimento importantissimo nella tradizione di questa festa, così ho pensato di abbinare le mele ai miei nuovi calici di terracotta in una bevanda calda perfetta per i primi freddi di questi giorni, adatta a grandi e bambini. Il procedimento è lo stesso del Vin Brulè, solo che al posto del vino ho messo a bollire il succo di mele ( in questo caso allo zenzero) più spezie varie come cannella, chiodi di garofano e anice.

E voi? Con quali ricette avete festeggiato questa serata? Fatemi sapere 😛

Buon Halloween e buon divertimento 😉

Ciambellone marchigiano e crema di nocciole

Abbiamo preso un divano nuovo. È semplice, bianco e a due posti. Non un divano letto, non una penisola, niente schienali reclinabili e niente poggia piedi. Solo un divano, ma la sala ora è tutta un’altra stanza. Sempre piccola e piena di libri, ma più luminosa e soprattutto più comoda. Appoggiare la schiena mentre si legge, mentre si guarda un film, mentre si chiacchiera è un ottimo presupposto. Stare comodi mentre si fa qualcosa che ci piace è fondamentale, perché non si disperde energia ad aggiustarsi, a rigirarsi e spostarsi in continuazione. Ci si concentra completamente su ciò che si sta facendo. Quindi un divano nuovo ci voleva.
Così abbiamo salutato agosto preparando il nostro nido per l’autunno che a breve arriverà. Non fraintendetemi, non ho fretta che il freddo arrivi! Non sono una di quelle persone che odiano l’estate perché è caldo e l’inverno perché è freddo. Ogni stagione ha il suo perché, ma settembre per me è il mese dei cambiamenti e delle riprese. È il mese in cui si ricomincia, si ritrovano le routine spezzate dall’estate e gli impegni lasciati in sospeso. È il mese degli scoiattoli operosi che raccolgono le scorte per l’inverno, così anche io entro ed esco dalla mia tana con bracciate di nocciole e se anche voi ne avete in giardino fate come me:

CREMA DI NOCCIOLE

  • 150 g di nocciole sgusciate e poi tostate
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • 100 g di cioccolato (io preferisco il fondente)
  • 2 cucchiai di cacao  
  • latte di soia (quanto basta a raggiungere la densità desiderata)

La mia crema di nocciole non è certo come la ben nota Nutella. Io la preferisco più amara, infatti uso il fondente e poi non aggiungo olio perché, una volta scaldate, le nocciole mi danno tutta la parte grassa che mi serve. Uso anche il latte di soia piuttosto che quello intero perché sono intollerante, quindi probabilmente la mia versione è più indicata per chi segue una dieta, ma se fate un giro per il web ne troverete tantissime varianti, alcune più golose, lo ammetto, ma a me pare che questa faccia risaltare di più il sapore delle nocciole e del fondente, ma non si conserva come le creme a base di olio in quanto fatta con il latte quindi la consiglio se come me la volete usare subito.

Frullate le nocciole e unitele al cioccolato sciolto a bagnomaria. A questo punto ho aggiunto lo zucchero, il cacao e a poco a poco il latte mescolando per evitare grumi e amalgamare il tutto. Raggiunta la consistenza cremosa desiderata, lasciatela freddare.

Come ho scritto sopra, la mia intenzione era di utilizzare subito questa crema alle nocciole, perché qua nelle Marche abbiamo un ciambellone rustico ripieno fantastico. Se non volete preparare la crema di nocciole potete utilizzarne tranquillamente una già pronta o perché no? Anche una marmellata. Il risultato sarà comunque ottimo.

Il ciambellone marchichiano trae in inganno con il suo nome, perché in realtà non ha né la consistenza, né la forma di un ciambellone. Si avvicina di più ad una crostata come consistenza e a un rotolo come forma. Di solito faccio a occhio con gli ingredienti ma più o meno le dosi sono queste:

CIAMBELLONE RIPIENO MARCHIGIANO

  • 2 uova
  • 120 g di zucchero semolato
  • 80 g di olio di semi di mais (oppure 100 g di burro)
  • 100 ml di latte (come sempre ho usato quello di soia, ma andrà benissimo anche quello intero)
  • 450 g di farina 00
  • vanillina
  • una bustina di lievito
  • crema di nocciole (tipo Nutella) per farcire
  • zuccherini per decorare

Unendo semplicemente tutti gli ingredienti e lavorandoli velocemente con le mani, otterrete un panetto liscio e sodo. Consiglio di aggiungere la farina a poco a poco finché non troverete la consistenza che più vi soddisfa e se usate il burro non scaldatelo troppo con le mani! Le regole sono le stesse della frolla.
A questo punto mettete l’impasto su una spianatoia e stendetelo a forma rettangolare per un cm di spessore con il mattarello.  
Per agevolare la fase successiva mettete il vostro rettangolo su un foglio di carta forno.

Ora prendete la crema di nocciole e spalmatela generosamente al centro del vostro rettangolo di pasta lasciando una cornice di circa di due centimetri.
Ora siamo alla fase più delicata. Quello che dovete ottenere è un filoncino quindi dovrete chiudere il lato lungo del rettangolo. Alzandolo con la carta forno che avete messo sotto, l’operazione sarà più facile e non rischierete di rompere la pasta.  Una volta chiuso, premete bene ai bordi perché non esca il ripieno in fase di cottura.

Spennellate il vostro ciambellone marchigiano ripieno con del latte e cospargetelo di zuccherini e infornatelo a 180°C in forno ventilato per circa 30 minuti.

Una volta raffreddato sarà perfetto a colazione!
Noi ce lo siamo gustato accomodati sul nostro divano nuovo in una domenica di pieno di relax.


Come sempre fatemi sapere se avete provato questo dolce e se avete consigli, aggiustamenti o varianti 🙂