Insalata di mango

Ritorno a Fratte Rosa

Le lucciole, polvere di luna dispera sul grano, muovono l’aria e la campagna. Maggio fiorisce tra le scapole con le sue rose, così che quasi ti sembra di poterti alzare sopra i campi, fra le acacie bianche e le ginestre.
Il sole allunga così tanto i suoi raggi che la ruota del giorno sterra la notte e fra i semi e le spighe disperde le luci. O forse sono i miei occhi che hanno iridi più grandi e più chiare, pagliuzze infiammate che fanno luce sui colori di maggio ora che, dopo mesi, ritorno al mio paese, fra l’argilla e gli orizzonti celesti, da una parte aperti dal mare e dall’altra protetti dai monti, così accade che mi ritrovi a pensare a quanto la luce sia più lunga di qualsiasi giorno e più simile in petto, che alla pelle e al suo tocco, fra il sangue e il respiro, a un segno di pace.

Eccovi allora, da questo insieme incontenibile di emozioni che si porta il mio ritorno a Fratte Rosa dopo la quarantena, un contorno fresco e colorato, ricco di luce e contrasti, perfetto a mio avviso, per accompagnare una portata di pesce: un’insalata arricchita con il mango, un frutto esotico che ho scelto per la sua dolcezza e soprattutto per il suo bellissimo giallo acceso. Per realizzarla gli ingredienti sono :

  • pomodori da insalata
  • cipolla rossa di Tropea
  • mango
  • finocchio
  • erba cipollina
  • sale
  • olio d’oliva
  • aceto balsamico

Oltre a essere un contorno semplice e d’impatto per i suoi colori, questa insalata è anche ricca di proprietà, basti pensare agli antiossidanti presenti nella cipolla rossa di Tropea e alle vitamine contenute nel mango, un vero toccasana per la salute e per il gusto 😉

Calcione

Come ho già scritto in passato, adoro il profumo della menta e dell’erba tagliata. Mi sento in pace, tranquilla, perché per me è il profumo del fine settimana.
Il mio compagno è finalmente tornato a casa e come prima cosa ha tagliato l’erba in giardino e io, pur non potendo sentirne il profumo fresco penso che legherò sempre il suo ritorno alla menta che cresce in giardino. L’olfatto, stando al medico, non tornerà tanto presto, devo avere pazienza, quindi a me non resta che immaginare e immaginando certi profumi non ho potuto fare a meno di pensare ad un piatto che ho sempre amato molto, un piatto che mi ricorda la mia mamma, vera specialista nel prepararlo: il Calcione.

Il calcione è un antipasto perfetto a base di bieta, menta e ricotta e se sapete tirare la sfoglia è un piatto veramente semplice da preparare. Se invece non la sapete tirare non vi resta che prepararne di più piccoli con la sfoglia che potete trovare tranquillamente al supermercato.

Ripieno del calcione per un uovo di sfoglia:

  • alcune foglie di menta
  • uno spicchio d’aglio
  • 250 g di ricotta
  • 500 g di biete
  • sale
  • pepe

Una volta preparata la pasta lasciatela riposare e iniziate a preparare il ripieno mettendo a soffriggere uno spicchio d’aglio e le foglie di menta in un filo d’olio. Dopo qualche minuto aggiungete le bietole, sale e pepe all’olio e lasciate cuocere per qualche minuto.

Una volta che le bietole saranno cotte lasciatele freddare e stendete la pasta. Attenzione a non farla né troppo spessa, per non rischiare che l’interno del calcione non si cuocia, né troppo sottile, considerando che dovrete arrotolarla, quindi considerate circa un paio di millimetri.

Stesa la sfoglia unite alle bietole la ricotta, aggiustate di sale se necessario e spalmate il ripieno sulla vostra sfoglia e delicatamente iniziate ad arrotolare. Mi raccomando, per questa fase è importante che il ripieno non sia troppo caldo.

Potete ora mettere il vostro calcione su una teglia foderata di carta forno e infornare a 180°C finché il vostro calcione non risulterà doranto e ben cotto (circa una mezz’ora).

Quando il vostro calcione sarà cotto potrete affettarlo e servirlo come antipasto o come un originale piatto unico 🙂

Zucchine tonde ripiene di cuscus e verdure

Le mie giornate sono monoporzione. Mi concentro su una cosa alla volta così evito di sentirmi sopraffatta. Cerco anche di non sentirmi troppo in dovere di fare qualcosa a dire il vero. Ogni tanto cerco di coltivare degli spazi ben vuoti in cui fare qualcosa di piacevole come leggere un libro, guardare un film o cucinare. Lo ammetto. Cucinare senza olfatto, come vi raccontavo nel mio ultimo articolo, non è sempre facile, soprattutto perché ciò comporta anche la mancanza, in buona parte, del gusto, ma di alcuni piatti conservo un buon ricordo quindi cercherò di raccontarvi cosa, di questi, non ho perso!

Nonostante si debbe stare in casa, le belle giornate, mettono una gran voglia di piatti freschi, ricchi di verdure e colori, per questo non ho resistito e ho deciso di prepararmi per pranzo zucchine tonde ripiene di cuscus e verdure. Il cuscus è un’alternativa alla pasta a cui ricorro spesso. Versatile, buono, semplice e veloce da preparare.

Ingredienti:

  • zucchine tonde
  • melanzana
  • peperone
  • passata di pomodoro
  • uno spicchio d’aglio
  • parmigiano
  • olio d’oliva
  • cuscus (circa 30 g per porzione)
  • sale

Procedimento:

  • Con un coltello rimuovere, conservandolo, l’apice della zucchina, ottenendo così una sorta di coperchio che servirà al momento della presentazione (come in foto);
  • Scavare l’interno della zucchina e mettere da parte la polpa;
  • Far lessare la zucchina tonda in acqua salata per circa 10 minuti;
  • In una padella far rosolare in olio d’oliva uno spicchio d’aglio e aggiungervi poi la polpa delle zucchine che avevamo messo da parte, una melanzana e un peperone tagliati a dadini e lasciar cuocere qualche minuto. Aggiungete il sale, la passata di pomodoro e un po’ d’acqua e lasciate cuocere circa una decina di minuti. Il tutto dovrà rimanere abbastanza liquido da cuocere il cuscus, quindi aggiungete l’acqua se necessario (le proporzioni di acqua sono indicate sulla confezione di cuscus, ma di solito sono cuscus e acqua in eguale quantità, quindi, ad esempio, 100 g di cuscus e 100 g di acqua);
  • spegnere il fuoco, aggiungere il cuscus e coprire la padella con un coperchio. Il vostro cuscus sarà pronto dopo circa 4-5 minuti;
  • Scaldate il forno a 180°C;
  • Mettete il cuscus nelle vostre zucchine tonde svuotate e coprite con una spolverata di parmigiano e un filo d’olio, ma non chiudete con l’apice della zucchina. Infornate per 15-20 minuti e 5 minuti prima di ultimare la cottura potete aggiungere gli apici delle zucchine.
  • Buon pranzo!

Le zucchine tonde permettono una presentazione ad effetto di piatti molto semplici: potete riempirle con riso, carne, tonno… Ne esistono veramente tantissime varianti grazie al sapore delicato della zucchina che ben si sposa con parecchi ingredienti. Al momento non posso sentirlo, ma qualche foglia di basilico probabilmente non ci starebbe male, aggiungendo freschezza ad un piatto perfetto per queste bellissime giornate di sole.

Se vi va, fatemi sapere quali sono le vostre ricette per usare le zucchine tonde 🙂

P.S. Vi ricordate Lawrence? Il mio barattolino, finalmente è diventato la mia prima pagnotta integrale con lievito madre:

Che ve ne pare? Per essere un primo tentativo mi sento abbastanza soddisfatta 🙂 Settimana prossima magari vedo se tentare qualcosa di più elaborato 😉 Vi terrò aggiornati 😀

Ravioli cinesi

Privi d’odore
gelsomini d’inverno
sbocciano al freddo.

A qualcuno resterà il profumo acido del lievito naturale, a qualcuno la rosa in giardino o l’erba tagliata di fresco. Potreste avere l’odore dolce dello shapoo fra i capelli di chi amate o l’igienizzante agli agrumi per pulire il pavimento. Ogni volta che sentirete quel profumo ripenserete a un momento di pace guadagnato in questi giorni e sarà il vostro ponte tra questa avventura e il suo ricordo.
A me resta il gelsomino d’inverno coi suoi fiori gialli senza profumo a guardarmi dalla finestra della cucina perché non ho olfatto in questi giorni e così non è facile cucinare perché è difficile trovare l’equilibrio quando ci si sente sbilanciati.
Ascolto lo sfrigolio, osservo i colori e assaporo le consistenze.

Ravioli cinesi (impasto per circa 10 ravioli circa):

  • 50 g di farina
  • 50 g di fecola di patate
  • un cucchiaio di olio di semi
  • acqua calda (non bollente)
  • un pizzico di sale

Mescolate farina, fecola e un pizzico di sale e l’olio, poi aggiungete l’acqua fino a ottenere un composto liscio ed elastico, ma non appiccicoso.

Lasciate riposare l’impasto per una mezz’ora.

Nel frattempo preparate il ripieno. Io ho usato solo verdure cuocendo in una padella, con poco olio, un trito di porro, carote, cipolla, verza, champignon e piselli, ma potete aggiungere anche carne di maiale o un trito di carne mista o (perché no?) del pesce. Potete veramente sbizzarrirvi!
Ho una zia cinese, che quando è qui in Italia ci prepare buonissimi pranzi con piatti della sua tradizione e i suoi won ton sono incredibili! Lei li cuoce al vapore nei castelli di bambù, io invece oggi li ho voluti cuocere in brodo.

Per la chiusura serve un po’ di pratica, anche se non è difficile (quelli di mia zia sono molto piacevoli anche da vedere, mentre i miei un po’ meno… ma faremo meglio la prossima volta 😀 ).

Prima di tutto stendete la pasta con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia alta pochi millimetri. Mi raccomando non troppo sottile o i vostri ravioli cinesi rischierebbero di rompersi! Allo stesso tempo una sfoglia troppo alta rischierebbe di cuocersi male e di rimanere cruda all’interno.

Dalla sfoglia ottenete dei dischi al cui centro andremo a mettere la farcia preparata. Inumidite ora con po’ d’acqua il bordo interno dei dischetti per renderlo appiccicoso e cominciate a raccogliere il bordo ripiegandolo (è più semplice a farsi che a dirsi). Quello che otterrete saranno dei piccoli fagottini. Oppure potete semplicemente chiuderli come fossero dei ravioli 🙂

Spero di tornare presto a sentire profumi e sapori, intanto mi gusto tutto il resto 😀

Uova a sorpresa per Pasqua

Ieri sera ho pianto. Credo sia stato il discorso di Conte. Sapevo perfettamente che non avrei rivisto il mio compagno e la mia famiglia prima di maggio, eppure sentirmelo dire così schiettamente ha mosso una parte di me. Un po’ di tristezza, un attimo di malinconia… la solitudine.

Stamattina quasi non avevo voglia neppure di allenarmi. Ho rinfrescato il mio lievito naturale e, dopo aver tentennato parecchio, mi sono decisa a far partire questa giornata. Mi sentivo un po’ malinconica, forse per la Pasqua vicina da passare sola soletta in casa. Non so perché, ma a volte mi capita, un senso di pesantezza tremendo che mi impedisce di fare ogni cosa, sempre con un nodo stretto in gola… poi hanno suonato il campanello e sì… anche questa mattina ho pianto, ma è andata meglio di ieri: mia madre mi ha fatto arrivare un carico di carne, frutta verdura, carta igienica (???) e uova.

Non so spiegare che cosa abbia significato, al di là del sollievo di non dover pensare più alla spesa. Mi sono sentita esplodere il cuore di gioia e di gratidune. Mi mancano la mia famiglia, mia sorella, il mio paese, ma la solitudine, proprio adesso, non la sento più 🙂 ❤

Crespelle salate senza burro (circa 10) :

  • 2 uova
  • 200 g di farina
  • 150 ml di latte
  • un pizzico di sale

Mescolate gli ingredienti, aggiungendo la farina un poco alla volta, fino ad ottenere un composto piuttosto liquido e privo di grumi. Lasciate risposare una decina di minuti.

Prendete una padella, ungetela e scaldatela.

Per realizzare le crespelle sarà sufficiente versare un piccolo mestolo di pastella nella padella calda e rotearla fino a farne uno strato sottile. Dopo pochi secondi potrete rigirare la vostra crespella. La cottura è veloce perché le crespelle sono molto sottili. A mano a mano impilatele su un piatto a parte.

Le crespelle salate senza burro possono essere condite a piacimento e poi cotte, cosparse di besciamella, in forno a 200°C per una 10-20 minuti.
Io ho usato asparagi, funghi misti, formaggio e salsiccia… in questo periodo bisogna un po’ arragiarsi e inventarsi con quello che si ha in casa. Un piatto semplice, a base di uova, perfetto per la Pasqua 🙂

Se siete golosi poi potete sostituire nell’impasto il pizzico di sale con un pizzico di zucchero e farcirle poi di crema alle nocciole o marmellata. In questo caso sono ottime a colazione!

Se anche a voi capitano momenti di sconforto, fatevi forza! Non siamo soli e se proprio va male, ricordatevi che basta poco per fare qualcosa di buono 😉
Una felice e serena Pasqua a tutti quanti :*

Lawrence (le mie bolle in quarantena)

L’ultimo post è di gennaio. Non che la dispensa fosse vuota di pensieri.
In realtà era piena più che mai. Il 3 febbraio infatti mi sono laureata. 110 e lode. Direi che è andata più che bene. Ho festeggiato la sera stessa. Eravamo tutti riuniti in uno dei momenti più felici della mia vita e pensavo veramente che quello fosse il mio apice, la sensazione più piena che potessi provare. Poi il mio compagno si è inginocchiato e mi ha chiesto di sposarmi e lì veramente ho pensato che di felicità si potesse morire.

Riguardandomi indietro (sembrano passati cento anni o poco più), mi accorgo che la vera gioia è stata condividere quel momento con gente che portavo nel cuore. Far tintinnare i bicchieri, appoggiarsi guancia a guancia o semplicemente esserci.

Ora quel giorno vale ancora di più. Ora che la mia vita è sospesa, dopo 30 giorni esatti senza il mio compagno, il contrasto è veramente forte. Non ho mai pensato alla solitudine come a un male, penso che sia in qualche modo necessaria. Capisco che le cose cambieranno, che l’incertezza ci guiderà per lungo tempo e capisco che dopotutto è sempre stato così, solo che in passato non c’è quasi mai stato modo di fermarsi a rifletterci bene. Riflettere su cosa significhi per noi stessi, per le nostre vite, per la quotidinità, per tutte le piccole cose. Quante risorse abbiamo a nostro favore, quali sono le nostre paure, dove vorremmo essere. Permetteremo ancora a un’ illusione di bloccarci, ora che qualcosa di reale veramente ci tiene fermi? Quante volte non usciamo, non partiamo, non chiamiamo qualcuno, o semplicemente rinunciamo? Quante cose potremmo fare ora se non fossimo a casa e quante cose c’erano da fare a casa senza che le abbiamo mai fatte.

Per me questo è l’anno del tempo. Qui si misura lo scarto tra il prima e il dopo. Non siamo mai stati così tanto richiamati al presente e, qui e ora, senza che percepiamo lo scricchiolio delle ossa, a poco a poco, cresciamo e per ricordarlo a me stessa, ho intrapreso una sfida che al giorno d’oggi è di gran moda;) : il lievito naturale.

Lawrence

Per farlo mi sono affidata alle indicazioni di Stefano Barbato. Sono ormai al secondo rinfresco e quello che accade è che nonostante sia un procedimento decisamente lungo, per quanto a fissarlo il mio lievito naturale sembri perfettamente immobile, in realtà, il giorno dopo mi accorgo che sta crescendo e che il tempo trascorre facendolo maturare.

Le bollicine di Lawrence

Ho iniziato Domenica, ma già fa parte della famiglia, per questo gli ho dato un nome: Lawrence. Sono piuttosto soddisfatta. Quando mi sento troppo ferma, quando penso che il tempo non stia passando abbastanza velocemente, guardo le sue bollicine e capisco che il tempo non deve passare in fredda e, soprattutto, siamo noi a non dover passare in fretta nel tempo.