Tagliatelle alla rapa rossa

In questi giorni sto scrivendo poco in Dispensa, ma la tesi si prende la maggior parte del mio tempo, ma non dei miei pensieri (e forse questo è un male :S).
Ieri, ad esempio, stavo scrivendo un paragrafo sulle origini del cinema italiano e ho praticamente passato tutta la mia giornata in bianco e nero, così stamattina, quando mi sono svegliata, avevo una gran voglia di colore.
Controllo che cosa avevo in dispensa e mi ritrovo sotto mano una rapa rossa. Allora va bene parlare di cinema italiano, va bene fare la pasta, ma oggi si fa con un po’ più di colore 😉

Non ho usato le uova, solo farina di semola, circa metà rapa lessata e frullata, un pizzico di sale e la voglia di stendere la pasta.
Per condirla ho usato funghi, castagne e salsiccia (non è proprio un piatto leggero, lo so, ma in fondo è venerdì… domani mattina andrò a correre 😛 ).

La rapa è un ingrediente interessantissimo, ricco di proprietà. Nella pasta, così come l’ho usata io, non altera il sapore, quindi serve a dare semplicemente un po’ di colore al vostro piatto. In questo senso potete usare tutta una varietà di alimenti per dare colore alle vostre tagliatelle vegane (curcuma per il giallo, erba cotta per il verde, carbone vegetale per il nero…) presentando così dei piatti dall’aspetto insolito, senza limitarvi con la fantasia per qualsiasi condimento.

Ora me ne torno zitta zitta alla mia tesi.

Buon fine settimana :*

Gnocchi con formaggi, pera angelica e noci

L’aria è fresca perché respira sulla pella accaldata d’agosto, ma a noi piace questo sole che a tratti scompare e poi si riapre sulle nostre teste come una tenda bianca di lenzuola stese in movimento.

Sarà l’ultimo pranzo in giardino di quest’anno perché settembre si porta per cappello una nuvola e già la terra profuma di funghi e il noce si scrolla di dosso la chioma mentre stiamo qua sotto a parlare.

Ho ricominciato a studiare. La tesi si prenderà il tempo che le serve. Tutto l’autunno e chissà che ne farà dell’inverno, ma per questa piccola estate che ancora per una domenica illumina il prato, tengo i libri sul ripiano e mi sveglio presto per impastare. Ho mosso così il pane di buona mattina, stropicciandolo e stirandolo come si fa ad un corpo che si sveglia.

Con calma il mio compagno ha acceso il forno a legna e verso le 11 aveva già infornato il pane con l’arrosto e le patate.

Per dolce avevo già pronto il ciambellone marchigiano che vi ho già raccontato.

Il forno è una festa a casa mia. Lo era quando stavo a Fratte Rosa e lo è ora che sto a Pergola, come lo era per i miei nonni e per i miei genitori. Il forno a legna è pazienza, calore, mano, ma è anche laborioso e uno spazio ampio, per cui non si accende mai per poca roba. Quando si decide di usarlo è per stare insieme e poi il pane viene buonissimo, così ne approfitto sempre e ne faccio di più, per tutta la settimana.

Quello che più mi ha dato soddisfazione però, e che più di tutto ha fatto settembre in un unico piatto, è stato il primo.

Avevo delle patate così ho preparato gli gnocchi e per condirli ho usato, gorgonzola, parmigiano e taleggio disciolti in una golosissima crema e cosparsi di lamelle di Pere Angelica della vicina Serrungarina (PU). Si tratta di un frutto dolce e delicato, salvato dall’estinzione dalla perseveranza dei produttori locali che, riconoscendone le qualità, l’hanno difesa dalla scomparsa. La Pera Angelica, questa piccola macchia di colore gialla e rossa, cosparsa con una croccante granella di noci, si è armonizzata alla perfezione alla sapidità della crema di formaggi.

La padella dei nostri gnocchi con formaggi, pera angelica e noci, ne è uscita svuotata e ben ripulita e oggi, durante questa breve pausa studio in cui ho deciso di scrivere questo post, la pera angelica mi ha fatto da merenda rievocando l’inaspettata delicatezza di questo piatto che, nei suoi colori, somigliava alle nuvole bianche che questa domenica ci attraversavano quiete.