Un dolce per dire “ti penso”
La vicinanza è un lusso e a volte ce lo dimentichiamo.
Siamo abituati a darci per scontati, ma non è stato sempre così.
Un tempo l’America era una terra lontana, un tempo Roma era una città lontana e quando lasciavi casa per andare a servizio di rado poi rivedevi la tua famiglia. Prima di poter alzare il telefono per dirsi “ti amo” o “mi manchi”, si scriveva o ci si faceva aiutare a scrivere, per mandare un pensiero, perché quel sottile legame non si spezzasse. Allora quando potevi mandavi qualcosa, a volte oggetti oppure cartoline, ma quante volte, perfino il cibo è servito a mantenere vivo questo legame!
E allora, tu esule da casa, con la nostalgia che ti strozzava il cuore, aprivi la scatola e piangevi, piangevi tanto prima ancora d’aver visto perché il profumo ti aveva già detto “casa” prima di parlare ad ogni altro senso e la casa si sa, è un profumo, il profumo dei giorni di festa.
Certo non potevi mandare qualsiasi cosa, serviva una ricetta che si mantenesse per lunghe distanze, come i Biscutini sciropati di Fratte Rosa. Biscotti leggeri, prima lessati e poi cotti al forno e finalmente coperti di glassa al limone.
A casa mia sono un regalo. Non si comprano mai per sé, si prendono alla Bottega del Pane, solo da regalare, perché hanno un preciso significato: sono il dolce che consola l’amaro, sono i biscotti per chi vive lontano e per cui serve un assaggio di memoria. Sono una sorta di semplice e buonissima magia, un souvenir per portarsi il paese nei ricordi, nel sapore e finalmente nel cuore.
Ho trovato la ricetta su questo blog e ne sono rimasta piuttosto soddisfatta. Come scrive Anita Letizi in questa pagina si tratta di una ricetta molto semplice perché prevede pochissimi ingredienti. La doppia cottura è un passaggio fondamentale e il risultato è tutto da provare.
E voi? Avete mai provato a farli a casa? Oppure li avete gustati a Fratte Rosa?
Fatemi sapere quali sono le vostre “ricette regalo” preferite 😉

