Cioccolato…

…mi ricorda certe sere profumate, di note argentate, dorate, tintinnii e tazzine di caffè incastonate tra molliche, bucce di mandarino e canditi scartati. Mi ricorda certi pomeriggi per le strade a sorseggiare luci calde di cannella e noce moscata. Mi ricorda una bocca di Rum e baci. Mi ricorda l’inverno e poi il Natale e il paese in festa, i dolci e perché no? Anche la pasta.

Domenica ci sarà la Cioccovisciola, qui, a Pergola (PU) e aspetto con trepidazione il finesettimana per fare l’albero 🎄 e per fare una passeggiata tra i mercatini, gli spettacoli, i suoni e la magia 🎇 di questo prezioso evento ricco di spunti. Così, nell’attesa ho aperto la Dispensa e ci ho trovato una tavoletta di cioccolato extrafondente Marcantognini. Non sapete il piacere che ho provato quando l’ho scartata. A me il cioccolato piace fondente, per il suo gusto deciso e avvolgente. Ho deciso che sarebbe stato perfetto per pranzo: tagliatelle al cioccolato con un buon ragù bianco.

Carne e cioccolato sono un’accoppiata vincente da provare! Per la pasta mi è bastato aggiungere per ogni uovo, 15 g di cioccolato fondente, sciolto a bagnomaria. Io ho usato una farina di semola integrale, ma potete usare anche una farina di semola normale e il risultato sarà comunque ottimo. Dopo una mezz’ora di riposo ho preso la pasta e l’ho stesa con il mattarello e una volta raggiunta la consistenza desiderata (non troppo sottile), ho ricavato le mie tagliatelle.

Il condimento di carne è forse ancora più semplice: ho usato del macinato misto, aglio, carota, vino, una spruzzata di succo d’arancia, un chiodo di garofano, sale e pepe. Lasciate cuocere il ragù almeno un’ora a fuoco lento aggiungendo acqua se necessario.

Una volta messa a bollire l’acqua, alle tagliatelle al cioccolato fatte in casa è bastato pochissimo per essere cotte. Le ho saltate velocemente in padella con il ragù bianco per far amalgamare bene il condimento ed ecco in tavola un piatto ricco di aromi e sapori che non ti aspetti.

Una buona idea per Natale e un’ottima scusa per andare a Pergola e comprare un’altra barretta di cioccolato fondente e una bottiglia di golosa Cioccovisciola 😛

Un pezzo di pane

L’estate senza scuola, l’estate a casa. Il sole aperto sui mattoni e l’erba fresca sotto al gelso. Ci richiamava il campanile del Convento dai giochi, dal piazzale ancora non asfaltato, mescolandosi alla voce del balcone, quella voce che ricordo e che ora non sento più.
Così io e mia sorella saliamo le scale. Un po’ ci rincorriamo, ma solo un poco perché mia sorella corre a fatica, zoppica appena e con la sinistra già cerca la mia mano destra, così saliamo tenendoci e affrettandoci davanti al portone. Se già non lo hai sentito uscire dalla finestra era solo perché eri presa dal gioco e non ti volevi accorgere di mezzogiorno, ma il profumo ha già riempito ogni cosa perché è da ore che si rigira nel cucinotto sobbollendo appena. 

Tra mezz’ora babbo e mamma torneranno dal lavoro. Il tempo di mangiare, lavare i piatti e ripartire.

C’è ancora la sala, la stanza dei giochi. Io e mia sorella siamo ancora bambine e aspetteremo lì che tutti ritornino per pranzo, perché la stanza è fresca: la grande tenda bianca svolazza appena dando sul retro della casa e lì il sole arriverà solo più tardi. Disegneremo un poco sul grande tavolo rotondo che ancora ci accoglie a casa di mio zio, dove ancora riconosco i vecchi muri, anche quelli abbattuti e le vecchie porte che si aprono solo sui ricordi e non più sul vecchio ingresso.

La voce che ricordo, buona e paziente, ancora ci chiama e il profumo ci prende per la vita. Giocare mette una gran fame. La felicità e la serenità mettono una gran fame, ma il pane fresco è già tagliato e il sugo è ormai pronto. Ora lo chiamiamo aperitivo, ma più di vent’anni fa era un segreto tra me, mia sorella e quella voce silenziosa che ci strizzava l’occhio, rubava il ragù al pranzo e ce ne metteva un poco, soffiando, sul pane. 

Passeranno tante altre estati, suoneranno per anni le campane del vecchio Convento e cambieranno le cose, entrerò e uscirò con mia sorella per così tante volte dalla porta del cucinotto incontrando quelle voci che ora mi mancano tanto e poi ci saranno altri luoghi e altre estati, nuove età… ma ancora strizzerò l’occhio in segreto, rubando un po’ di sugo al pranzo per dare un pezzo di pane ancora fresco, ancora caldo e ancora buono, a tutti i miei ricordi.

Grazie a tutti per gli aguri di ieri , di buon compleanno, a me e a mia sorella ❤