Ferragosto

Il sole oggi è una schiena tatuata al centro dall’ombra di un noce, su cui fra le fronde sta appeso il mare all’orizzonte.

Oggi l’estate è un’anguria a metà, uno spicchio di luce sui piatti e sui volti; un raggio che gira e calpesta le rive, le vie e le piazze; una lanterna in festa, una fiamma, una brezza, un portico; pane caldo, bocche, una chiesa e la strada di breccia, il passo di casa, su cui il giorno si sfrega e s’accende la festa nel cuore d’agosto.

Amicizia

Pensavo all’amicizia, e mi sono detta: ma alla fine che te ne fai?
Che te ne fai di qualcuno che ti ascolti quando sei triste o sei felice, senza giudicarti?
Di qualcuno che ti conosca abbastanza da dirti che stai sbagliando tutto.
Di qualcuno con cui emozionarti, con cui scoprire nuovi posti, persone e sapori.
Di qualcuno che riempia le tue foto, le tue storie, i tuoi momenti.
Che te ne fai?

Tutto oppure niente, ma sempre insieme.

Perché senza amicizia le tavole sono dispense vuote e il tempo un’ancora tesa verso il fondo e non ha senso stendere la tovaglia, riempire i bicchieri e coltivare l’estate.

L’incontro con l’altro è il primo momento di contatto con noi stessi.

Festeggiamo l’amicizia, oggi e come sempre, porgiamole il bicchiere e ridendo brindiamo.

Profumo di menta

A tirarmi via dal sonno è stato il caldo.
Poco dopo l’alba la terra è ancora fresca, più fresca delle pareti e degli scuri serrati, così sono uscita.
Ho dato l’acqua alle rose, ai fiori, al gelsomino e al giovane melograno dietro casa e intanto si allargava il giorno.
Ho fatto il caffè, ma non è stato sabato mattina fino al primo bacio.

Ora lui è fuori a tagliare l’erba e dalle finestre aperte entra l’odore della menta e somiglia alla bontà della mia lettura: “ Diverso era ora l’ardore del sole sulla pelle, il refrigerio dell’ombra nel bosco, diverso il gusto dell’acqua nei ruscelli e nei pozzi, il sapore delle zucche e delle banane. Brevi erano i giorni, brevi le notti, ogni ora volava via rapida come vela sul mare, e sotto la vela una barca carica di tesori, piena di gioia.” (H. Hesse, Siddhartha, ed. Adelphi)