Profumo di menta

A tirarmi via dal sonno è stato il caldo.
Poco dopo l’alba la terra è ancora fresca, più fresca delle pareti e degli scuri serrati, così sono uscita.
Ho dato l’acqua alle rose, ai fiori, al gelsomino e al giovane melograno dietro casa e intanto si allargava il giorno.
Ho fatto il caffè, ma non è stato sabato mattina fino al primo bacio.

Ora lui è fuori a tagliare l’erba e dalle finestre aperte entra l’odore della menta e somiglia alla bontà della mia lettura: “ Diverso era ora l’ardore del sole sulla pelle, il refrigerio dell’ombra nel bosco, diverso il gusto dell’acqua nei ruscelli e nei pozzi, il sapore delle zucche e delle banane. Brevi erano i giorni, brevi le notti, ogni ora volava via rapida come vela sul mare, e sotto la vela una barca carica di tesori, piena di gioia.” (H. Hesse, Siddhartha, ed. Adelphi)