Il sole oggi è una schiena tatuata al centro dall’ombra di un noce, su cui fra le fronde sta appeso il mare all’orizzonte.
Oggi l’estate è un’anguria a metà, uno spicchio di luce sui piatti e sui volti; un raggio che gira e calpesta le rive, le vie e le piazze; una lanterna in festa, una fiamma, una brezza, un portico; pane caldo, bocche, una chiesa e la strada di breccia, il passo di casa, su cui il giorno si sfrega e s’accende la festa nel cuore d’agosto.
Pensavo all’amicizia, e mi sono detta: ma alla fine che te ne fai?
Che te ne fai di qualcuno che ti ascolti quando sei triste o sei felice, senza giudicarti?
Di qualcuno che ti conosca abbastanza da dirti che stai sbagliando tutto.
Di qualcuno con cui emozionarti, con cui scoprire nuovi posti, persone e sapori.
Di qualcuno che riempia le tue foto, le tue storie, i tuoi momenti.
Che te ne fai?
Tutto oppure niente, ma sempre insieme.
Perché senza amicizia le tavole sono dispense vuote e il tempo un’ancora tesa verso il fondo e non ha senso stendere la tovaglia, riempire i bicchieri e coltivare l’estate.
L’incontro con l’altro è il primo momento di contatto con noi stessi.
Festeggiamo l’amicizia, oggi e come sempre, porgiamole il bicchiere e ridendo brindiamo.
La settimana scorsa è stata difficile. Uno di quei momenti in cui tutto sembra insormontabile, in cui ci si sente spezzare per qualsiasi cosa. Vi succede mai? Quando ho questi momenti di sconforto, negli anni ho imparato a elaborare una soluzione. Prima di tutto stabilisco che sono momenti, qualunque sia il mio pensiero negativo, qualunque cosa mi faccia star male, non è destinata a durare. Passerà, perché tutto passa e poi semplicemente ricomincio, ma dalle cose semplici.
La semplicità è un piccolo gesto, ma pretendo da me che sia fatto con cura, così scelgo di fare qualcosa che mi faccia star bene, che semplicemente mi faccia sentire leggera, un piccolo esercizio per i pensieri e per le mani, per vincere l’immobilità delle mie giornate no. Così, a poco a poco, da un piccolo gesto, mi ritrovo in vita. Basta un’unica cosa semplice, come una poesia, una passeggiata o perché no? Un barattolo di confettura di prugne. Provate se non mi credete.
Per 1 kg di prugne, circa 500 g di zucchero, succo di limone e un po’ di pazienza. È quanto basta per quattro barattolini di confettura, ma tanto basta per fare qualcosa di buono, ed è questo il bello delle cose semplici: con poco ti danno tanto. Stamattina, quando mi sono ritrovata i barattolini raffreddati a testa in giù sul tavolino, la stanchezza, la tristezza e la brutta settimana trascorsa, se ne erano andate, e stavo già fantasticando di crostate e dolci ripieni di confettura e ancora meglio, stavo già impastando il pane, per spalmarne una fetta domani a colazione.
Non fatevi mai vincere dalla tristezza e dallo sconforto o dalla depressione, perché finché avrete la forza di un gesto semplice, avrete la vita che basta per fare qualcosa di buono e quindi per stare bene.