Cavallucci di Apiro

Ricordo una distesa di pecorelle, pastori, alberelli e sassi dalle forme più strane. La casa profumava di muschio e il gigantesco pino, che anni dopo sarebbe stato abbattuto, oscillava davanti alla finestra del balcone. Intrecci di luci e le nostre risate nel corridoio, carreggiando scatoloni dal ripostiglio alla sala: occupavamo ogni spazio della casa con il Natale. A capo zio coordinava me e mia sorella tra fili d’angelo, fiocchi e palline. Il presepe però era l’opera prima, quel momento fondamentale che tra carte di cieli stellati, montagne ingegnose di legno, muschio e breccia, sembrava più una campagna marchigiana che Betlemme a dicembre. Nonno e zio avevano realizzato delle piccole casette di cartone dove infilavamo le lucine, illuminando i piccoli focolari immaginari. Poteva volerci tutto il giorno ed era un giorno di festa tra me, mia sorella e mio zio. Cominciavamo giorni prima a progettare e a profumare di vaniglia.

Questa notte ho sognato mio zio. Manca come a certe notti mancano le stelle e a Natale tengo tanto a quelle musiche, a quei profumi, di muschio, vaniglia, mandarino e torrone, perché me lo sento vicino, tra me e mia sorella a scaldarci il cuore e in ogni lucina, campanella e decorazione, penso che ho avuto anni di gioia e che non è mai stato bello solo perché fosse Natale, ma perché c’era chi ci teneva che sentissi la festa, quelle musiche e quei profumi.

CAVALLUCCI di APIRO

Ripieno:

  • 250 g di noci tritate
  • 100 g di nocciole tritate
  • scorza grattuggiata di un limone
  • uvetta
  • 200 g circa di pan grattato
  • cacao
  • caffè
  • rum
  • varnelli
  • 150 g di zucchero
  • 100 ml di sapa

Pasta:

  • 5 uova
  • 150 ml di olio di semi
  • varnelli
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 50 g di zucchero
  • 500 g circa di farina 00

Procedimento:

La sera prima preparate il ripieno mescolando tutti gli ingredienti e riponeteo in frigo ad insaporire. La consistenza dovrà essere piuttosto umida perché il pan grattato assorbirà la sapa e il giorno dopo rischierebbe di essere troppo asciutto. Regolatevi di conseguenza, aggiungendo se necessario un po’ di sapa e/o liquori.

Quando il ripieno si sarà ben insaporito preparate la pasta che andrà stesa per qualche mm di spessore. Ricavate dei dischetti e riempiteli con il ripieno. Ottenete dei cannelloni e sigillateli ai bordi con una forchetta.

Infornate i vostri cavallucci a 180°C per circa 30 minuti (finché non saranno dorati) e poi lasciateli raffreddare. Potete cospargerli con Alchermes e zucchero per renderli ancora più dolci e colorati.

Io vi consiglio di consumarli il giorno seguente. I cavallucci infatti si conservano a lungo dentro a un sacchetto di palstica ben chiuso e diventano più buoni a distanza di un giorno o due e, anche per questo, sono perfetti da regalare durante le feste.
Ne esistono tante varianti, si può dire che ogni casa di Apiro e dintorni abbia la sua versione. E voi come li fate? 🙂