Il mio naso, come ogni naso, è una punta, la cima della faccia. Ovvio, bisogna guardarla in orizzontale, mentre dormo o prendo il sole (o mentre dormo prendendo il sole), però se la mettiamo così può proprio essere una vetta. Non ho un nasino alla francese, forse è un pelo ingobbito, comunque la vogliamo mettere direi, senza ombra di dubbio, che è giusto, anzi, perfetto per la mia faccia e assolve benissimo al suo dovere.
L’altro giorno per esempio ha funzionato talmente tanto bene che un profumo se l’è inventato e sulla cima è comparsa sventolando una bandiera: conquistata.
Non so dove e non so come mi ero svegliata con una gran voglia di tartufo, talmente tanto grande che sentivo nell’aria l’aroma buono del nero estivo. Avevo per lingua una tagliatella tanto mi andava uno scorzone, così ho fatto presto: questo è il bello di stare nelle Marche, da noi il meglio è dietro l’angolo! Ne ho preso uno piccolino, quanto bastava a renderci felici in due.
Il tartufo nero estivo è l’unico disponibile fresco in questo periodo ed è perfetto per essere aggiunto in cottura, a differenza ad esempio del bianco pregiato che dà il meglio di sé grattato fresco sulla pietanza.
Siccome il 12 agosto comincerà il Rossini Opera Festival e io non vedo l’ora di andare a curiosare in questo evento marchigiano di portata Internazionale, mi sono lasciata ispirare dal grande compositore e ho preparato il famoso Filetto alla Rossini.
Gioacchino Rossini, oltre ad essere un genio assoluto della musica, era un vero e proprio amante e intenditore dell’arte culinaria e il suo ingrediente preferito era decisamente il tartufo, che qua nelle Marche, tra Pergola e Acqualagna, è una vera prelibatezza.
Ho dovuto però apportare alcune modifiche alla ricetta. La prima e più importante è l’eliminazione del foie gras. Mi dispiace, buonissimo, per carità, però pur non essendo vegana, è un alimento che proprio non voglio vedere in casa mia, quindi ne ho realizzato una versione alternativa (a cui ho aggiunto a mio gusto personale un po’ di noci).
La seconda modifica riguarda il vino. Ho utilizzato un più modesto Vermouth extra dry invece del Madera previsto dalla ricetta. La grande fama e bravura di Rossini gli permettevano tasche ben più ampie delle mie, senza contare poi che avevo già speso tutti i miei averi in un semplice tartufo nero (certo, a un ottimo prezzo, ma pur sempre di tartufo si parla).
Per la ricetta vi rimando al link di Cucchiaio d’Argento dei Tournedos alla Rossini, perché l’ho personalmente provata e ne sono rimasta felice e soddisfatta.
E voi direte: “ma se non hai i soldi fatti un piatto di tagliatelle e via”. E io ribatterei: “avete ragione, ma io volevo il filetto!”
Quindi bando alle ciance! Pensavo al tartufo e si è materializzato, così il filetto ce lo siamo mangiato e il pensiero l’ho riposto in Dispensa.

E voi? Avete mai provato questa ricetta?
Come preferite usare il tartufo?
Avete consigli per sostituire il foie gras?
Insomma, scrivetemi 🙂
